Quirinale, il boom di Crosetto: 114 voti (i grandi elettori di FdI sono 63). Lo scossone c’è stato

26 Gen 2022 16:31 - di Valeria Gelsi
crosetto

L’intento era «smuovere le acque in questo stallo politico». E certamente ci sono riusciti. La scelta di Giorgia Meloni e FdI di votare Guido Crosetto in questa terza chiamata per il presidente della Repubblica ha rappresentato un vero scossone: il co-fondatore del partito, ormai lontano da anni dal Parlamento, ha ottenuto 114 voti, superato solo da Sergio Mattarella, che ne ha ottenuti 125. Si tratta di un dato clamoroso, anche perché i grandi elettori di FdI sono 63. Dunque, il partito di Meloni, con il suo candidato ha quasi doppiato i voti di partenza.

La lettura del voto per Crosetto

Ignazio La Russa aveva pronosticato che «oltre ai nostri 63 grandi elettori, che ci saranno tutti perché siamo compatti, ci saranno altri in più», ma nessuno, forse neanche all’interno dello stesso partito, poteva aspettarsi un risultato così eclatante, sottolineato più volte anche da Enrico Mentana nel corso della sua “maratona Quirinale”. «Il voto per Crosetto dice che c’è voglia di un nome identitario del centrodestra», ha commentato il direttore, mentre più tardi ai suoi microfoni è stato La Russa a sottolineare che il voto di oggi dimostra come «se il centrodestra pone dei nomi, cresce rispetto ai voti di partenza».

Il segnale rispetto al «balletto delle schede bianche»

Intercettato dai cronisti davanti Montecitorio, mentre andava da Meloni per «ringraziarla» per il riconoscimento che gli aveva voluto accordare facendo il suo nome, Crosetto ha detto che i voti espressi per lui sono anche l’indice del fatto che «Giorgia Meloni aveva ragione e ha lavorato bene: i “grandi elettori” del centrodestra volevano esprimersi e vogliono un presidente della loro area…». Del resto, l’intenzione dichiarata di FdI era esattamente quella di dire basta, come spiegato ancora da La Russa, «a questo balletto delle schede bianche davvero surreale». Un’istanza evidentemente condivisa da un gran numero di parlamentari.

Crosetto scherza: «Tifo per un grande presidente, non per un presidente grande»

«È una cosa che mi fa piacere esser stato scelto come nome di bandiera dal partito che ho contribuito a fondare pure essendo fuori dalla politica da anni… Mi ha chiamato Meloni per chiedermi se mi dispiaceva o meno essere indicato nella scheda. Per carità!, le ho risposto, perché per chi ha rispetto delle istituzioni è sempre un onore, visto che è sempre una testimonianza. Ci mancherebbe altro», ha riferito poi Crosetto all’agenzia di stampa Adnkronos, con la quale non si è sbilanciato in pronostici: «Non lo so cosa succederà, ma non lo sa nessuno». «Mi auguro che venga scelto un grande presidente e non un presidente grande come me…», ha poi scherzato Crosetto, sdrammatizzando dicendo al cronista a «mi chiami pure presidente, tanto a Roma sono tutti dottori e presidenti…».

L’esito del terzo voto: più preferenze, meno bianche e nulle

Ma a raccontare la voglia di andare sul concreto, superando il rituale delle schede bianche, ci sono anche gli altri numeri dello spoglio. I voti espressi, infatti, in generale sono cresciuti, facendo registrare anche, tra le altre, 61 preferenze per Paolo Maddalena; 52 per Pier Ferdinando Casini; 19 per Giancarlo Giorgetti; 8 per Marta Cartabia. Le schede bianche sono state in totale 412, a fronte delle 527 di ieri. Sono diminuiti anche i voti dispersi, 84 contro i 125 di ieri, e le nulle, 22 contro 38. Il tutto mentre i votanti sono aumentati di due unità: da 976 a 978. Domani alle 11 si replica con la quarta votazione, per la quale ormai basterà la maggioranza assoluta del plenum, pari a 505 voti, contro i 673 del quorum richiesto finora.

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