Pregliasco, rinvio di interventi senza il booster, il caso esplode in tv: “Discrimini i No vax”. “Falso” (video)

giovedì 20 Gennaio 9:56 - di Prisca Righetti
Pregliasco

Bufera su Pregliasco. Il caso del rinvio degli interventi destinati ai pazienti senza booster o con doppia dose “datata” esplode in tv: e sono scintille tra il vide direttore de La Verità, Francesco Borgonovo e il direttore sanitario del Galeazzi di Milano. L’accusa: in questo modo discrimante i No vax. La replica difensiva: non è vero, e per colpa vostra ora io vengo minacciato.

Pregliasco: «Al Galeazzi rinviati interventi non urgenti per fragili e non vaccinati»

Il tele-virologo Fabrizio Pregliasco nella bufera. La sua spiegazione (in tv e alla stampa) riguardo al fatto che, senza green pass rafforzato al Galeazzi di Milano – l’ospedale dove è direttore sanitario – non si viene operati sta scatenando recriminazioni di ogni ordine e grado. Come documentato dai casi riportati da Fuori dal coro di Rete 4 e da La Verità (che al caso oggi dedica due pagine, compresa l’intervista all’esperto), emerge l’esistenza di una circolare a cui si devono attenere gli operatori del nosocomio milanese, secondo cui per essere operati, in assenza di booster, i pazienti devono dimostrare «di avere fatto la seconda dose meno di cinque mesi fa o di essere guariti dal Covid da meno di sei mesi».

I casi di due pazienti in attesa di intervento: le spiegazioni del medico

Così succede che la struttura rifiuti sia un paziente 24enne in attesa di un intervento al polso – un problema che inficia la sua capacità di lavorare – che non è stato ricoverato perché, pur essendo negativo al Covid, non è vaccinato. E fa scendere nella lista degli interventi imminenti il nome di una signora per un intervento al piede – un problema che la assilla da due anni – perché non ha fatto la terza dose. Due precedenti che alimentano un vero e proprio caso, rispetto al quale Pregliasco spiega all’Adnkronos: «Abbiamo considerato nella categoria dei fragili persone con problematiche cliniche personali o rischio infettivo. E anche l’aspetto del non essere vaccinato è un elemento che espone a un rischio infettivo che non possiamo escludere».

Abbiamo individuato casi che, se posticipati, non creano problemi e riducono i rischi al paziente

Non solo. Provando ad argomentare le decisioni dell’ospedale milanese, il virologo precisa che: «Quanto alla tipologia di interventi rinviati solo l’alluce valgo è quello che abbiamo un po’ posticipato. Tutto il resto – assicura il medico – lo stiamo facendo. Tanto è vero che siamo pieni. Saturi nei posti Covid. Abbiamo solo trovato una criteriologia per poter diluire nel tempo una serie di interventi che, anche se fatti con un ritardo, non creano problemi alla persona e gli riducono i rischi. Oggi – sottolinea Pregliasco – non è il momento giusto per fare un intervento elettivo di alluce valgo a un soggetto fragile. A prescindere se sia vaccinato o meno». Pertanto, aggiunge il virologo, il principio seguito è stato quello del «posticipare, ma non escludere». E comunque, rimarca Pregliasco, «si tratta veramente di pochi interventi». E comunque, assevera il direttore sanitario del Galeazzi, l’intervento posticipato è rimandato «al prima possibile».

La replica serrata alle argomentazioni mosse da Pregliasco

Ma le spiegazioni rese da Pregliasco fin qui non convincono La Verità che, come anticipato in apertura, ha interpellato il diretto interessato per ulteriore chiarimenti. Esordendo con il chiedere: «Professore, ce la spiega questa storia delle cure negate a chi non ha la terza dose?». Diretta la domanda, netta la risposta: «Ma non è vera. Abbiamo l’ospedale con 22 pazienti Covid, abbiamo dieci persone in area grigia, accettiamo tutti. Abbiamo posticipato sulla base di una serie di criteri di fragilità alcuni interventi come l’alluce valgo. Questo perché abbiamo anche 100 posti letto in meno, dobbiamo riorganizzare l’ospedale e metterlo in sicurezza. Avere 100 posti in meno significa essere in difficoltà a far fronte a una serie di interventi che invece garantiamo per tutti a prescindere dalle condizioni».

Il vulnus della terza dose impegna Pregliasco in un dribbling…

Ma il punto su cui il quotidiano diretto da Belpietro insite riguarda il fatto che, tra i «criteri di fragilità, così li ha chiamati, considerate anche il non aver fatto la terza dose». A cui l’esperto, impegnato in un dribbling con cui prova ad arrivare alla meta, replica: «Dobbiamo fare delle scelte. Abbiamo una richiesta pazzesca e facciamo delle valutazioni rispetto alla fragilità cardiologica. A situazioni che possono impegnare la terapia intensiva. L’alluce valgo se sei fragile è questo il momento di farlo? No! Lasciamo spazio per mantenere l’operatività». Ma lo slalom non basta. E l’intervistatore incalza l’interlocutore: «Ripeto: considerate fragile chi non ha la terza dose?». «Chi non ha la terza dose è una persona che rischia di più di potersi infettare in ospedale. Noi – chiosa Pregliasco – seguiamo tutte le prassi e le procedure. E quindi, davvero».

Contro il medico minacce via Telegram. Il commento del medico: Attacchi ingiustificati. La mia famiglia si è un po’ agitata»

A questo punto la vexata quaestio esce fuori dai confini ospedalieri e sconfina nel terreno del diritto. tanto che, sempre La Verità, chiama in ballo alcuni giuristi che, analizzando la questione, non escludono che possano esserci rilievi legali rispetto al regolamento interpretato come “discriminatorio”. Come un provvedimento che «viola un diritto costituzionale, che prevale sulle circolari di un ente». E per cui, pertanto, i pazienti potrebbero «fare causa civile e penale». E non sono solo i giuristi ad eccepire. Sul fronte social, in particolare da Telegram, Pregliasco denuncia di aver subito minacce intimidazioni che i No vax avrebbero rivolto a lui e alla sua famiglia. «Hanno trovato il mio numero sul sito dell’Università qualche tempo fa e l’hanno messo in rete», diffondendo su una chat alcuni dei suoi dati sensibili. «Per ora non mi hanno creato problemi – riferisce il medico –. Però…». Paura? «No. Ma la mia famiglia si è un po’ agitata – ammette –. Peraltro –conclude – c’è anche il dispiacere per questi attacchi ingiustificati».

In basso, due estratti video dalla pagina Facebook del programma di Rete 4, Zona Bianca

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *