Mogol contro Franceschini e Draghi: “Basta ritardi, aiutate gli artisti”. Tu chiamale, se vuoi, illusioni…

martedì 18 Gennaio 16:24 - di Marta Lima

“Aiutate il settore dello spettacolo, non possiamo più aspettare”. E’ l’appello che il presidente della Siae Giulio Rapetti , in arte Mogol, storico autore di testi e artefice dei capolavori di Lucio Battisti, lancia al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro della Cultura Dario Franceschini in una lettera nella quale chiede sostegni per il settore dello spettacolo il quale, spiega, sta pagando le conseguenze della nuova ondata pandemica dopo aver già sofferto, nella prima fase del contagio, perdite ingenti.

Da Mogol un appello disperato a Draghi e Franceschini

Dopo aver ringraziato “per tutti i provvedimenti che, anche in virtù del Vostro impulso e interesse, sono stati presi, fin dall’inizio della pandemia, per alleviare la situazione degli autori e degli editori nel nostro Paese”, il presidente della Siae rileva che “i confortanti progressi del secondo semestre dell’anno scorso hanno subito una grave battuta d’arresto con l’arrivo della variante cd. omicron nel mese di novembre, che ha dato luogo ad un improvviso e drastico calo negli eventi musicali, cinematografici e assimilati nel cruciale periodo delle vacanze natalizie, calo che continua anche in relazione ai provvedimenti di sospensione degli eventi (allo stato, fino al 31 gennaio 2022) previsti dal cd. ‘decreto Natale’ n. 221-2021 (art. 6)”.

Per Mogol “ciò è tanto più sconfortante, tenuto conto che con i controlli sul super green pass, e la meticolosa attuazione di tutti gli altri protocolli di sicurezza, i luoghi dove si fa musica, cinema e in generale di spettacolo, sono e saranno per tutti luoghi ‘sicuri‘, in cui il rischio di contagio è e sarà reso il più basso possibile. Nessuno sa, è certo, come evolverà la situazione pandemica, e fino a quando essa terrà in scacco, oltre alla salute del Paese, anche i destini del comparto culturale. Ma è necessario – scrive Mogol a Draghi e Franceschini – fare subito qualcosa, dando ossigeno agli autori e agli editori perché possano arrivare ‘vivi’ (perché a questo punto proprio di sopravvivenza si tratta) al tanto sospirato momento nel quale la vita sociale e artistica italiana potrà tornare alla normalità”.

Centomila autori hanno bisogno di sostegno economico

“Tutto ciò premesso – arriva al punto Mogol- con la presente Vi rivolgo, sulla base di tutti questi incontrovertibili elementi di verità e dal profondo del mio cuore, facendomi portavoce degli oltre 100.000 autori e editori iscritti, un appello per l’urgentissima adozione di nuovi provvedimenti di sostegno economico per il mondo autorale che qui rappresento, eventualmente simili nelle forme e nei modi a quelli già adottati nei due anni scorsi, per l’elaborazione dei quali metto a disposizione fin d’ora gli uffici della Società. Gli eventi di musica, cinema e spettacolo, fonte di felicità degli italiani, non possono più aspettare”.

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