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scrittore ungherese morto
Cronaca

L’ombra della droga sul giallo dello scrittore ungherese morto dopo un festino in un club gay

03 gen 2022 di Lorenza Mariani

Sul giallo del decesso di Gergely Homonnay – lo scrittore ungherese che i carabinieri hanno trovato morto il primo gennaio in un club privato, riferimento del mondo gay nella zona di Piazza San Giovanni a Roma – gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per «morte come ipotesi di altro reato». Il pm Luca Guerzoni ha ricevuto l’informativa dei carabinieri della compagnia di Piazza Dante. E questa mattina ha aperto un’inchiesta per chiarire i contorni della vicenda. Al momento, infatti, sembra ci sia la droga dietro la fine improvvisa del 52enne scrittore di origini ungheresi e influencer su Instagram. Noto soprattutto in quanto attivista della comunità Lgbt e oppositore del governo di Orban.

Scrittore ungherese morto in club: si indaga per morte come conseguenza di altro reato

Secondo i primi accertamenti sul corpo, allora, le indagini non avrebbero rilevato al momento evidenti segni di violenza. Ma, al fine di dirimere ogni dubbio, la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia presso il Policlinico di Tor Vergata. Pertanto, ci si aspetta che saranno gli esiti dell’indagine autoptica e degli esami tossicologici a dare una risposta sui diversi interrogativi che animano il mistero del decesso di Homonnay. Non solo: per completezza delle indagini, gli inquirenti hanno anche sequestrato il cellulare della vittima e altri effetti personali dell’uomo.

Trovate e sequestrate alcune fiale di liquido trasparente e delle tracce di polvere bianca

Secondo quanto riferisce dunque, tra gli altri, la Repubblica in queste ore infatti: «Se sarà confermato che la sostanza liquida (delle fialette) e in polvere ritrovata dai militari del nucleo operativo di piazza Dante tra gli effetti personali dello scrittore è droga, nello specifico Ghb, del quale chi conosceva bene Homonnay racconta che ne facesse largo uso, allora scatterà la caccia al pusher». A quanto risulta al momento, in effetti, gli inquirenti al lavoro sul caso avrebbero trovato e sequestrato anche alcune fiale di liquido trasparente e delle tracce di polvere bianca, rinvenute nello spogliatoio.

Non si esclude che possa trattarsi di Ghb: la cosiddetta “droga dello stupro”

Un rinvenimento che porterebbe a non escludere insomma che possa trattarsi di Ghb: la cosiddetta “droga dello stupro”. Ipotesi, supposizioni, riscontri da verificare: al momento, infatti, l’unica certezza è che Gergely Homonnay è stato trovato nudo, incosciente, nella struttura dove avrebbe trascorso la notte di capodanno. Il corpo era in un bagno turco. E ad accorgersi dello stato in cui versava lo scrittore e attivista ungherese sarebbero stati i dipendenti della struttura che hanno chiamato il 112 nella tarda mattinata di sabato.

L’ombra della droga dietro il giallo: caccia al pusher, ma gli inquirenti seguono tutte le piste

Ma, riferisce sempre la Repubblica in un servizio informato sulla vicenda, «alle 12 del 1° gennaio il 52enne l’uomo era ancora vivo quando i titolari hanno chiamato l’ambulanza. Homonnay respirava a fatica, era praticamente incosciente. I medici hanno provato a rianimarlo ma non c’è stato nulla da fare. Sul posto, allertati dal 118, sono arrivati immediatamente i carabinieri della compagnia di Piazza Dante, che adesso indagano sulla morte. Lo scrittore si è spento alle 13,17». Pertanto, eseguiti i riscontri del caso. Sentiti i responsabili del circolo e alcuni amici della vittima. Acquisiti anche i tabulati delle sue utenze telefoniche e delle chat in modo da poter ricostruire il giro di conoscenze dello scrittore, al momento gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.

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