Licata, lite in famiglia finisce in strage: ammazza il fratello, la cognata e i 2 nipoti. Poi si suicida

mercoledì 26 Gennaio 11:28 - di Redazione

Una lite in famiglia si è trasformata in una strage. È successo a Licata, in provincia di Agrigento. La tragedia è avvenuta in un’abitazione della zona periferica di via Riesi. Cinque in totale le vittime compreso l’assassino che al termine della mattanza si è suicidato. L’uomo ha ucciso il fratello, la cognata, e i nipoti di 11 e 15 anni. Poi, si è tolto la vita con la stessa arma.  Il suo corpo è stato trovato per strada agonizzante e sarebbe morto in ambulanza. Quando i carabinieri sono arrivati nella palazzina di via Riesi si sono trovati davanti una scena terribile. Per le povere vittime non c’è stato nulla da fare.

Licata, lite in famiglia sfocia nel sangue: 5 le vittime

A dare l’allarme dopo l’uccisione di quattro persone sarebbe stata la moglie dell’assassino sotto choc, che ha avvisato i carabinieri.  Dopo il massacro, l’uomo, Angelo Tardino. sarebbe tornato nella sua abitazione avrebbe confessato alla moglie ciò che aveva appena fatto. Dicendo alla donna che voleva andare a costituirsi. Ma, una volta uscito di casa, ha deciso di togliersi la vita.

Uccide fratello, cognata e 2 nipoti e poi si suicida

Secondo le prime ricostruzioni frammentarie, ci sarebbero ragioni economiche  (forse un’eredità contesa) all’origine della lite accesa. Al termine della quale, l’assassino ha estratto la pistola e ucciso i 4 parenti, tra cui un bimbo di 11 anni. In casa aveva un fucile da caccia e tre pistole, tutti regolarmente detenute e autorizzate dal commissariato di Licata.

All’origine della lite forse un’eredità contesa

L’indagine, coordinata dalla procura di Agrigento,. sta ricostruendo la dinamica della tragedia familiare nell’appartamento. Sembra che non fosse la prima lite. Già nei giorni scorsi, raccontano i vicini ancora sotto choc per gli spari, c’erano state altre discussioni animate. Gli inquirenti sono al lavoro per indagare  sulla follia omicida di Tardino, incensurato, che ha preso di mira la famiglia del fratello Diego. Dopo aver sparato l’uomo si è dileguato, ma i militari lo hanno braccato. Tutti conoscevano la sua identità, per l’assassino era impossibile fuggire.

I carabinieri provano a convincerlo a costituirsi

L’uomo è stato raggiunto telefonicamente dagli agenti che hanno tentato di convincerlo a costituirsi. Poi invece ha cambiato idea e all’interno della macchina si è sparato. In un primo momento si pensava che fosse morto sul colpo, ma i sanitari che lo hanno soccorso hanno parlato di “morte cerebrale”. L’uomo ha rivolto contro se stesso la stessa arma con la quale ha ucciso i familiari.  Diego Tardino, la moglie Alexandra Ballacchino, e i figli piccoli, Vincenzo di appena 11 anni e Alessia di 15.

 

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