“Repubblica” agita un nuovo spauracchio fascista: Simonetta Matone. Per una foto con CasaPound

15 Gen 2022 16:03 - di Sara De Vico
Immancabile e prevedibile, anche in questa mini-vigilia  elettorale per la Capitale, Repubblica agita lo spauracchio del mostro fascista. Per chiamare alle urne
la sinistra radicale, quella con la bava alla bocca, che non si entusiasma per il Pd di Letta. E senza un nemico da colpire resterebbe a casa.

Matone nel mirino di Repubblica

In questo caso nel mirino del foglio progressista finisce Simonetta Matone. Candidata per il centrodestra per le suppletive della Camera nel collegio Roma 1, il centro storico della Capitale. Tradizionalmente un fortino rosso. Come per le elezioni capitoline dello scorso ottobre parte la macchina del fango sui candidati avversari e la stanca narrazione del pericolo nero.

La candidata del centrodestra e CasaPound 

Non trovando nessuna zona grigia nel curriculum dell’ex magistrato minorile,  Repubblica è andata a scovare una foto (presuntamente ‘imbarazzante”) e l’ha sbattuta a tutta pagina. Con un titolo da film horror “Matone e l’ombra di CasaPound. Una foto imbarazza la destra”. “Tra un appuntamento elettorale e l’altro la candidata di centrodestra Simonetta Matone ha trovato il tempo anche per un aperitivo in compagnia di Mauro Antonini. Storico militante di CasaPound, si legge nell’articolo.
A poche ore dal voto, in pieno silenzio elettorale, il dovere resistenziale è assolto.

Gli scatti su Facebook e il pericolo nero

Le foto pubblicate su Facebook dalla consigliera capitolina in corsa per il seggio di Gualteri risalgono all’11 gennaio all’Haus Garten, nel quartiere Mazzini. “Ho ritrovato tanti amici e sostenitori. Cittadini ed esponenti della società civile con i quali mi sono confrontata sulle emergenze di Roma e del Paese”, scrive la candidata del centrodestra sui suoi social. Tanto basta per tuonare contro il mostro nero che si annida dietro la mite e austera Simonetta.  Rea di aver condiviso qualche foto con Antonini. Che, a leggere Repubblica, rappresenterebbe un pericolo per la tenuta della democrazia. “Anche se nell’ultimo anno Antonini si è buttato nella difesa degli imprenditori e si è fatto portavoce di Volontà Romana, la sua militanza tra i fascisti del terzo millennio è arcinota”. E giù con il curriculum del temibile ex leader laziale delle tartarughe. Candidato alla presidenza della Regione Lazio col simbolo di CasaPound Italia, alle ultime comunali, invece, “l’imprenditore che si definisce un patriota ha fatto un passo indietro”. Forse per la pressione della Lega.

La Matone: non so chi sia, incontro tanta gente

Peccato che la Matone non sappia neanche chi sia. “Io incontro chiunque, mi è stato proposto un aperitivo dai residenti in zona Mazzini, non chiedo quale sia il pedigree politico. Se il mio interlocutore non è agli arresti domiciliari né in carcere io accetto la proposta“. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i tempi e le modalità dei rush elettorali sa che succede esattamente così. La Lega, invece, avrebbe preso le distanze dall’aperitivo. “Lo ha organizzato Antonini. Ma non c’erano nostri militanti all’evento”.

 

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