Discorso di Mattarella, se il silenzio su emergenza migranti e sicurezza stride con l’appello all’unità nazionale

sabato 1 Gennaio 15:12 - di Hoara Borselli
Discorso di Mattarella

Grande attesa per il discorso di fine anno del Presidente Mattarella. Era chiaro che il suo sarebbe stato un saluto di commiato, che il Mattarella bis fosse rimasto tra gli applausi della Scala, pero si attendeva che fossero le sue parole a confermarlo. Così è stato. E l’inizio del discorso ha sottolineato quanta emozione ci fosse in questo ultimo saluto agli italiani, dopo un settennale faticoso e difficile. Dopo i primi tre minuti, sgombrato il campo da qualunque ripensamento rispetto ad un eventuale secondo mandato, ecco che, occhi in camera, Mattarella si rivolge agli italiani.

Discorso di Mattarella, stride il silenzio su emergenza migranti e rischio terrorismo islamico

Tante parole di ringraziamento verso i milioni di italiani che con senso del dovere e rispetto della comunità hanno aderito alla campagna vaccinale. «La ricerca e la scienza ci hanno consegnato, molto prima di quanto si potesse sperare, questa opportunità. Sprecarla è anche un’offesa a chi non l’ha avuta. E a chi non riesce oggi ad averla», ha ribadito Mattarella. Eppure, pandemia a parte, non è passata in sordina l’emergenza terrorismo per mano delle frange estremiste islamiche. Visto che quello che si è appena concluso è stato un anno di sbarchi record. Che ha registrato il doppio del numero degli arrivati rispetto allo scorso anno: 67.040 migranti contro i 34.134 del 2020. E con esponenti del terrorismo entrati nel territorio europeo grazie all’approdo sulle nostre coste. Insomma, ignorare l’emergenza sbarchi è stata una mancanza di non poco rilievo.

In un anno di sbarchi record e di terroristi che sarebbero arrivati sulle nostre coste e che hanno poi colpito all’estero

Basti pensare al triste bilancio per mano di terroristi approdati sulle nostre coste e lasciati circolare valicando i confini indisturbati. Le parole di condanna non pronunciate ieri da Mattarella, sarebbero arrivate come un messaggio comunicativo importante per chi, da troppo tempo, al Viminale si mostra silente ai continui sbarchi fuori controllo. I numeri parlano chiaro rispetto alla lunga lista degli attacchi di terrorismo del 2021. Attacchi inferti per mano di persone approdate in Italia.

Attacchi all’estero di terroristi islamici sbarcati in Italia: gli ultimi casi

Il 29 ottobre il tunisino Brahim Aouissaoui ha ucciso tre persone nella cattedrale francese: era sbarcato a Lampedusa il mese prima con un “foglio di via” rilasciato dall’Italia. Tutti ricordiamo l’attacco terroristico avvenuto a Cannes l’8 novembre, quando un agente di polizia è stato aggredito con un coltello mentre stava per partire per un giro di pattuglia. L’aggressore, un 37enne algerino, che secondo Le Figaro si chiamerebbe Lakhdar B., sarebbe stato in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità italiane.

Il problema sicurezza ribadito anche dal segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia

Per arrivare in Germania, dove lo scorso 25 giugno a Würzburg un 24enne somalo identificato come Abdirahman J. si è avventato armato di coltello contro nove persone (tutte donne). Uccidendone tre e ferendone in modo grave altre sei, al grido di “Allah u Akbar”(Allah è il più grande). Era arrivato a Lampedusa a bordo dell’ennesimo barcone soccorso da una delle molte Ong che operano nell’area. Da non ignorare, allora, le parole del segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia, Stefano Paoloni: «Gli sbarchi di massa hanno mandato in falla più volte il sistema di sicurezza e il motivo è semplice. Gli arrivi di grosse entità, sono quelli che richiedono un maggiore impiego di personale territoriale. Questo ha l’effetto di lasciare sguarnite le altre attività. Come il controllo del territorio. Il contrasto ai fenomeni mafiosi. La gestione amministrativa delle pratiche… giusto per fare qualche esempio».

Discorso di Mattarella: l’unità nazionale non passa forse anche per le risposte all’emergenza sicurezza?

Sicuramente doveroso il plauso all’impegno e allo spirito di abnegazione che gli operatori sanitari stanno mostrando. Ma il silenzio assordante rispetto a ciò che le nostre Forze dell’Ordine sono chiamate a fare, e all’emergenza sicurezza, è stata una mancanza che stride fortemente con quel sentimento di Unità Nazionale rivendicato più volte nel discorso del Presidente agli italiani.

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