Colle, Carfagna: «Sinistra surreale su Berlusconi. Fino a ieri lo esaltavano, ora è divisivo…»

18 Gen 2022 11:28 - di Gigliola Bardi
carfagna

Un ragionamento «politicamente inconsistente» e «un cambio di registro surreale». Mara Carfagna smaschera tutte le ipocrisie della sinistra su «Berlusconi diviso», ricordando che «fino a ieri» consideravano il Cav «in modo diametralmente opposto, direi “condivisivo”». «Questa rappresentazione della sinistra sulla figura di Berlusconi è assurda», ha sottolineato quindi il ministro per il Sud, ricordando che «nell’ultimo anno il Pd non ha fatto che esaltare Berlusconi come perno delle larghe intese in funzione stabilizzatrice e anti-populista, addirittura tifando per la famosa maggioranza Ursula».

Carfagna smaschera l’ipocrisia della sinistra

Intervistata dal Giornale, Carfagna riconosciuto il contesto, ovvero che «Letta parlava alla platea del Pd, e capisco l’ansia di rassicurare il partito sulla possibilità di esercitare un ruolo in questa elezione». Ma ha anche avvertito che «la sinistra non può giudicare un leader presentabile quando si tratta di sostenere il governo di Enrico Letta; votare la presidenza europea di Ursula von der Leyen; salvare il Paese dal caos insediando il governo di Mario Draghi e poi, all’improvviso, trattarlo come un impresentabile». Quanto alla possibilità che Berlusconi disponga davvero dei voti necessari per l’elezione, l’esponente azzurra ha chiarito che «solo lui ha i dati politici e numerici necessari a una valutazione precisa».

Da FI «voto unanime e convinto» per Berlusconi

Certamente, comunque, «il voto unanime e convinto di Forza Italia è scontato, ma credo che anche gli alleati faranno il massimo se il presidente si candiderà: sia Matteo Salvini sia Giorgia Meloni avrebbero moltissimo da perdere dalla sconfitta di una coalizione che entrambi aspirano a guidare». Dunque, nessun piano B, del quale Carfagna non vuole proprio sentir parlare, perché «non lo ritengo necessario» e «mi infastidisce anche l’espressione, è un gergo da guerra o da film d’azione». «Il solo Piano che una politica responsabile dovrebbe coltivare è concludere con serenità e rispetto delle regole l’elezione del capo dello Stato per poi riprendere a lavorare intensamente al salvataggio del Paese con l’attuazione del Pnrr».

Carfagna: «Con Draghi nessun imbarazzo»

Carfagna poi ha escluso che la candidatura di Berlusconi possa creare qualche imbarazzo con il premier Draghi al centrodestra al governo. «Abbiamo tutti l’orgoglio di aver contribuito in questi dieci mesi a salvare l’Italia dalla pandemia e dalla crisi», ha detto il ministro azzurro, aggiungendo che «Mario Draghi è stato ed è una guida sicura in questo enorme impegno». «Alla scadenza del Quirinale era ovvio che ciascuna forza della maggioranza avrebbe giocato la sua partita: siamo tutti adulti e abbastanza esperti per rispettarci a vicenda in un frangente politicamente decisivo come questo», ha proseguito, sottolineando che «la continuità di governo è essenziale» a proposito dei possibili scossoni che l’elezione al Colle potrebbe portare nel governo qualora a Palazzo Chigi rimanesse Draghi.

Il ruolo del premier e il futuro del governo

«In questa vicenda – ha poi ragionato Carfagna – il dato certo è uno solo, e credo che tutti ne siano consapevoli: gli italiani non perdoneranno chi in qualsiasi modo metterà a repentaglio la legislatura». E se invece Draghi andasse al Colle, la legislatura potrebbe proseguire? «Sarebbe difficile, ma non impossibile. La volontà del Parlamento è sovrana, e questo Parlamento credo si impegnerà a fondo per trovare soluzioni».

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