Elezioni per il Quirinale, Cirielli (questore della Camera): “No al green pass, meglio il tampone per tutti”

martedì 4 Gennaio 18:47 - di Guido Liberati
Cirielli super green pass

Il super green pass per il Quirinale? “Assolutamente no”. Il questore di Montecitorio, Edmondo Cirielli di Fdi, risponde così all’Adnkronos in merito all’ipotesi di applicare il super green pass anche ai parlamentari non appena il governo deciderà di estendere la certificazione in versione rafforzata – ovvero vaccino o guarigione dal virus, no tampone – per tutti i lavoratori.

“I deputati non sono lavoratori – argomenta Cirielli – svolgono una funzione costituzionale. Non possiamo impedire che la svolgano obbligandoli ad un trattamento sanitario, perché la funzione non la svolgono nel loro interesse ma nell’interesse pubblico. Nessuno la può limitare e ovviamente non possiamo intervenire”. Ma al momento, nella sua autodichia, Montecitorio si è comunque adeguata sia alla regola del green pass per l’ingresso che a quella del super green pass per i servizi di ristorazione, come la buvette… ” “Certo – risponde il questore della Camera – la regola dell’esterno l’abbiamo messa per i servizi non connessi alla funzione costituzionale, tipo ristoranti, bar e altre cose del genere”.

Cirielli e le ragioni del no al super green pass per il voto in Aula

Quanto al vecchio green pass “prevedeva anche il tampone. Piuttosto, quello che si sta valutando è immaginare il tampone all’ingresso di Montecitorio nei giorni dell’elezione del presidente anche per i vaccinati. Non basta il vaccino ai fini della sicurezza visto che si contagiano anche i vaccinati. Già al momento sono 15 i deputati positivi”, prosegue Cirielli. Ma come organizzare il tampone per 1009 grandi elettori? “Si può fare all’esterno o possiamo anche allestire postazioni alla Camera. Non vedo problemi organizzativi ma sarebbe, quella sì, una reale misura di controllo. L’idea è questa”.

La drammatica esperienza personale col Covid

Cirielli parla della questione per esperienza diretta, essendo stato contagiato già ben due volte. La prima, nel marzo 2020: una brutta esperienza, che gli era costata anche un ricovero d’urgenza presso l’ospedale Cotugno di Napoli. Alcune settimane dopo, l’esponente di FdI è risultato nuovamente positivo al tampone. È stato infatti uno dei primi casi accertati in Italia di doppio contagio da coronavirus. Dopo due tamponi negativi che avevano di fatto dichiarato guarito Cirielli, il deputato campano si era sottoposto a esame del sangue. L’esame, effettuato qualche giorno dopo, aveva indicato uno stato alterato di alcuni valori che avevano portato ad un nuovo tampone, nuovamente risultato positivo al Covid-19.

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