Bollettino del 6 gennaio: superati per la prima volta i 200mila casi. Vaia: “Fiducia nel nuovo antivirale”

giovedì 6 Gennaio 19:33 - di Federica Argento
Bollettino del 6 gennaio

L’Epifania regala un ennesimo bollettino Covid amaro. L’Italia ha un alto tasso di vaccinati e la variante Omicron è meno aggressiva sotto il profilo dello sviluppo della malattia. Ma con così tanti casi la pressione sugli ospedali è destinata a salire a livelli critici. Il bollettino del 6 gennaio, rilasciato dal ministero della Salute,  dà conto di 219.441 contagiati, 46.770 guariti e 198 morti a fronte di 1.138.310 tamponi analizzati;  con il tasso di positività che è stato rilevato al 19,3 per cento (+2 rispetto a ieri). Per la prima volta si sono superti i 200mila contagi. Per quanto riguarda il sistema sanitario nazionale, la pressione continua ad aumentare: oggi il saldo dei ricoverati in reparti Covid è +463 (13.827 posti letto attualmente occupati), mentre quello dei ricoverati in terapia intensiva è +39 (1.467) a fronte di 177 nuovi ingressi. Gli attualmente positivi sono invece saliti a 1.593.579.

Vaia: aumentano lo armi a nostra disposizione

Nel contempo arriva un buona notizia dallo Spallanzani di Roma. “Sicuramente la novità della settimana è l’arrivo nei nostri reparti di un nuovo antivirale, molnupinavir. Che somministrato precocemente riduce ulteriormente il rischio che l’infezione da Sard CoV2 causi una malattia importante. Già da giovedì, nel primo giorno di disponibilità abbiamo trattato due pazienti con patologie preesistenti; che li mettevano a rischio di sviluppare un Covid grave: sono tutt’ora in buone condizioni”. E’ quanto si legge in un post sull’account Facebook del direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, riferendo che “oggi sono stati trattati altri pazienti”. “Aumentano le armi a nostra disposizione“, assicura.

“Stanno bene i pazienti trattati con il nuovo antivirale”

“Questo farmaco è disponibile ora presso numerose strutture ospedaliere ed è indicato per persone con un tampone positivo ed altre patologie: quali cardiopatie e pneumopatie gravi, obesità, malattie oncologiche in fase attiva; diabete mal controllato o immunodeficienze – sottolinea -. In queste persone, se somministrato nei primi cinque giorni di malattia, garantisce una significativa riduzione del rischio di evoluzione della malattia verso un Covid grave”.

Presto disponibili nuovi antivirali

Molnupinavir è uno strumento ulteriore di terapia precoce di Covid-19. Si aggiunge agli anticorpi monoclonali tra i quali almeno uno, sotrovimab, è stato impiegato con successo nel nostro ambulatorio:  su pazienti con infezione da variante omicron. A breve – conferma Vaia – saranno disponibili altri antivirali. Negli Stati Uniti la Fda ha approvato per l’uso clinico il 22 dicembre Paxlovid (una combinazione di due farmaci: nirmatrelvir, che inibisce la replicazione di Sars CoV2, e ritonavir, che aumenta la persistenza nell’organismo dell’altro composto). Questo farmaco, già valutato in Europa da Ema, potrebbe essere disponibile già nel mese di gennaio con indicazioni simili a molnupinavir. Infine il remdesvir, un antivirale già approvato per il trattamento di pazienti con COVID-19 ricoverati in ospedale, si è dimostrato in grado di prevenire la progressione di malattia. È verosimile che anche questo farmaco venga a breve approvato per questa indicazione“.

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