Vaccino ai bambini, Palù: forse da Pasqua pure quello per 0-5 anni. Ma il virus corre più della scienza

sabato 4 Dicembre 18:33 - di Prisca Righetti
vaccino bambini

Il virologo Palù torna sulla questione (e sui dati) del vaccino ai bambini. Del resto, solo qualche giorno fa lo aveva detto: ormai il Covid è diventato una «malattia pediatrica». E anche se la cosa ha preso alla sprovvista i più, la scienza ora si concentra prioritariamente sui più piccoli, divenuti le prede più a rischio del virus e delle sue ultime, pericolose mutazioni. La variante Delta in testa a tutte. E così, rassicurando i dubbiosi e indecisi, il presidente dell’Aifa Giorgio Palù, rispondendo alle domande dei ragazzi nel corso di “Live In Courmayeur” organizzato da Sky Tg24, cita l’esempio più attuale e calzante sull’argomento: «Negli Stati uniti sono stati vaccinati contro Covid-19 ben 4 milioni e 300.000 bambini. Una platea superiore a quella dei bimbi che potenzialmente dovrebbero essere vaccinati dai 5 agli 11 anni in Italia. La società scientifica statunitense di pediatria non ha segnalato nessun caso di reazione avversa grave in questi bambini».

Vaccino ai bambini, Palù rassicura indecisi e dubbiosi

Non solo. Argomentando sull’utilità del vaccino ai bambini e sull’affidabilità dei sieri in corso di utilizzazione, Palù snocciola anche dati e numeri della sperimentazione. E spiega: «Tremila bambini, su cui è stato sperimentato il vaccino per Covid-19 negli studi, sono più di quanti sono stati testati per il vaccino per la pertosse. E se consideriamo gli studi di fase 3 sono molto di più in proporzione rispetto a tutti gli adulti over 18 testati», aggiunge l’esperto in tv. Ricordando, peraltro, che la dose pediatrica è un terzo di quella somministrata a tutti gli altri vaccinandi. Per il presidente di Aifa, oltretutto, «è poco etico aspettare di vedere quello che succederà negli Stati Uniti». Perché, sottolinea, «non possiamo pensare che medici e scienziati abbiano autorizzato dei prodotti correndo dei rischi»…

Palù: per Pasqua potremmo avere i primi dati sul vaccino ai bimbi 0-5 anni

E allora, commentando l’andamento epidemiologico. E rassicurando su necessità e affidabilità dei vaccino ai bambini, Palù azzarda anche una previsione. Quando arriverà il vaccino contro Covid-19 per i bimbi ancora più piccoli, da 0 a 5 anni? «Le due aziende principali, Pfizer e Moderna, stanno facendo la sperimentazione nei più piccini – rileva l’esperto –. Credo sarà questione di qualche mese. È verosimile avere i primi dati entro Pasqua. Forse l’agenzia statunitense Fda potrebbe esprimersi… ma non sono un divinatore». «Dobbiamo attendere gli studi valutativi – spiega infatti il numero uno dell’Aifa –. In Italia l’incidenza nella popolazione da zero a 11 anni è di 300 casi per 100.000 abitanti alla settimana, l’incidenza più alta dell’infezione. Ed è alta anche fra zero e 3 anni, poco meno dell’1% dei bambini oggi si ricovera. Prima non era così. La variante Delta è molto più contagiosa e infettiva – ricorda Palù – prima i bambini non si infettavano. Non si ammalavano. Non morivano. Oggi non è più così, succede anche tra 0 e 3 anni».

«Perché questo virus corre più della scienza…»

Tutto questo anche perché, a detta di Palù, il Sars-Cov-2 «è il primo coronavirus che diventa pandemico nella storia della medicina. È un virus che corre velocemente. Più velocemente della scienza. È giusto che siano le esigenze di sanità pubblica, che a loro volta implicano decisioni politiche e non meramente scientifiche, a precedere la scienza. Non possiamo aspettare la scienza, corriamo troppo il rischio che si verifichi qualcosa che non vogliamo. E allora – ha concluso il virologo in tv – è giusto utilizzare il criterio della massima precauzione».

 

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