Stupro sul treno a Varese, l’italiano e il marocchino a una festa a base di droga: così li hanno trovati

6 Dic 2021 11:57 - di Natalia Delfino
stupro treno

Decisivi sono stati il coraggio e la forza delle due vittime ventenni: la ragazza che ha subito uno stupro sul treno per pendolari Milano-Varese e quella che si è messa in salvo dopo pesanti molestie riuscendo a scappare dalla sala d’attesa della stazione di Venegono Inferiore. Grazie alle loro denunce immediate e alle descrizioni che hanno fornito, incrociate con i filmati delle telecamere di sicurezza, i carabinieri sono riusciti ad arrestare i due uomini che venerdì sera le hanno aggredite. Si tratta di un italiano di 21 anni incensurato e di un marocchino di 27 anni irregolare sul territorio italiano e già noto alle forze dell’ordine.

L’italiano e il marocchino trovati a una festa a base di droga

I carabinieri li hanno identificati a tempo di record, grazie alla combinazione di una casualità, del senso di impunità dei due e degli elementi forniti dalle denunce delle ragazze. L’italiano e il marocchino, infatti, come spiega la cronaca del Corriere della Sera, dopo lo stupro riuscito e quello tentato, non sono scappati né si sono nascosti, ma hanno partecipato «a un festino di droga e alcol a Saronno», per il quale un condomino ha chiamato i carabinieri. Gli uomini dell’Arma, identificando i presenti, hanno quindi riconosciuto i due, per i quali la Procura di Varese ha emesso il provvedimento di fermo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo e rapina, «fatti di estrema gravità e allarme sociale», hanno scritto nel dispositivo la procuratrice Daniela Borgonovo e dal pm Lorenzo Della Palma. La sera stessa, poi, c’è stato il riconoscimento decisivo da parte delle vittime.

Il drammatico racconto dello stupro sul treno

«Ero seduta sul treno, tornavo a casa dopo la giornata di lavoro. Come sempre. Stavo guardando il cellulare… Quei due sono arrivati all’improvviso. Di colpo. Nemmeno il tempo di sentirli, di accorgermi di niente… Uno mi ha bloccata, mi teneva ferma, non riuscivo a muovermi, mentre l’altro…», ha raccontato la 21enne stuprata sul treno, che nonostante lo choc è riuscita a fornire agli investigatori  informazioni cruciali per le indagini sull’abbigliamento dei due e su parte dei lineamenti. Una descrizione che collimava con quella dell’altra ragazza, la quale è riuscita a vedere bene in volto i due, prima di mettersi in salvo scappando dalle molestie nella sala d’attesa e correndo verso una strada trafficata fuori dalla stazione. Ma tra gli elementi investigativi non c’è solo questo: per la Questura, si legge ancora sul Corriere, «la presenza di tracce biologiche “completerebbe” i fatti senza margini di discussione».

De Corato: «Solidarietà alle ragazze, servono più controlli»

«Quanto accaduto riporta alla ribalta il tema della sicurezza sui convogli, soprattutto negli orari serali. La Polizia ha già attivato dei servizi di controllo sulla linea Laveno-Treviglio e li potenzierà sulle altre linee, purtroppo però l’organico degli agenti non è sufficiente a garantire controlli capillari su tutte le linee e i convogli», ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato, esprimendo «solidarietà alle due ragazze».

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