Spacciavano crack e cocaina davanti a una scuola media. Professionisti e studenti gli acquirenti

mercoledì 1 Dicembre 12:14 - di Milena Desanctis
crack

Crack, cocaina, hashish e marijuana: lo spaccio avveniva in tutte le ore del giorno anche nella villetta comunale di Passo di Rigano, quartiere della periferia di Palermo. Il tutto a pochi passi dalla scuola media del quartiere. Un’aggravante riconosciuta nel provvedimento che ha portato all’arresto di dodici persone nell’ambito dell’operazione antidroga “Carthago” dei carabinieri della Compagnia di Monreale.

Crack e cocaina a Palermo

Tutti sono indagati, in concorso tra loro, di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Sei sono finiti in carcere e sei ai domiciliari. Il volume d’affari ammonta a circa 500mila euro annui con clienti che arrivavano pure da altre province della Sicilia. Le indagini sono scattate nel settembre del 2018 e andate avanti sino all’aprile del 2020. Per le attività di stoccaggio, lavorazione e spaccio della droga gli arrestati utilizzavano gli inospitali meandri degli edifici, le strette vie del quartiere e le abitazioni in cui vivevano con le loro famiglie. Utilizzati come depositi per la marijuana e l’hashish e come laboratori per “cucinare” e “basare” la cocaina per la produzione del crack. «I proventi dell’attività di spaccio – spiegano gli investigatori dell’Arma – erano utilizzati per il sostentamento delle famiglie degli indagati durante i loro periodi di detenzione e per il pagamento delle spese legali».

Spaccio di crack e cocaina, la clientela

La clientela era abbastanza diversificata. C’erano professionisti ma anche studenti, qualcuno era pure minorenne. Tutti italiani e tutti uomini, arrivavano a ogni ora del giorno, persino da fuori città e dal Trapanese. «Abbiamo osservato una preoccupante diffusione di questa sostanza», spiega all’Adnkronos il comandante della Compagnia di Monreale, capitano Andrea Quattrocchi. Soprattutto tra i più giovani e i meno abbienti.

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