Senza mascherina: il sindaco di Reggio Emilia pizzicato a festeggiare sulle note di Bella Ciao (video)

lunedì 27 Dicembre 11:57 - di Eugenio Battisti

Mascherine e distanziamento? Massima prudenza di fronte al picco di contagi da variante Omicron? Dipende. Gli italiani ‘qualunque” devono rispettare la stretta di vite decisa dal governo a Natale. Altri, come i sindaci di provata fede democratica, possono allegramente trasgredire. E mandare in giro sui social le loro bravate.

Il video del sindaco dem che canta Bella Ciao

Lo ha fatto il sindaco dem di Reggio Emilia, Luca Vecchi. Che si è esibito in una chitarrata natalizia tra amici sulle note, neanche a dirlo, di Bella Ciao.  Il video che lo ritrae, diventato virale, non ha bisogno di commenti. Si vedono il primo cittadino e altri esponenti del Pd, parte della giunta comunale, tutti rigorosamente senza mascherina, che cantano e ballano in un locale chiuso al pubblico. Della compagnia fa parte anche l’assessore al Commercio Maria Francesca Sidoli, particolarmente severa nel richiedere il rispetto delle norme anti covid acommercianti, baristi, ristoratori e frequentatori del centro storico.

Il centrodestra: pessimo esempio per i cittadini

Il video circolato sul web ha fatto molto discutere. In molti tra le file del centrodestra hanno denunciato il comportamento schizofrenico del partito di Letta e il pessimo esempio fornito dal sindaco del capoluogo emiliano. “Questi signori  sono gli stessi degli appelli rivolti da loro stessi ai reggiani, con toni aulici, severi e sopracciglia aggrottate. Peccato che valgano solo per gli altri. Prudenza e raccomandazioni anche dei medici in occasione delle festività svaniscono nell’ebrezza delle note di Bella Ciao”.  Così Gianluca Nicolini e Davide Ganapini di Forza Italia. Anche la 5Stelle Maria Edera Spadoni spara a zero. E pretende le pubbliche scuse “da parte del sindaco e di chi con troppa leggerezza ha compiuto quel gesto diffondendo quel video”. Non mancano i commenti a dir poco infastiditi dei cittadini. “Complimenti”, scrive un’internauta. “Poi chiedono al popolo di fare dei sacrifici (distanza, mascherine all’aperto, ffp2 nei luoghi chiusi o per chi viaggia nei mezzi pubblici, niente assembramento). Grazie per il vostro esempio”.

Vecchi si difende: era il 20 dicembre…

Il sindaco Vecchi non ci sta. E tenta una imbarazzata autodifesa, “Era il 20 dicembre, prima del decreto. E in un contesto epidemiologico che non era quello di oggi. Eravamo solo noi, tutti vaccinati e con prova della febbre, dove è stata fatta una cena tra una quindicina di persone rispettando le regole. Alla fine della cena abbiamo fatto due canzoni, è saltato un minimo di distanziamento”.

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