Salvini ad Atreju: «Entrerei in un governo Meloni. Più cercano di farci litigare, più ci vogliamo bene» (video)

venerdì 10 Dicembre 20:55 - di Sveva Ferri
meloni salvini

«Certamente firmerò la petizione di FdI sul presidenzialismo». Dopo aver incassato l’appoggio di Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni ha ottenuto stasera anche quello di Matteo Salvini, ospite di Atreju nello spazio dedicato alle interviste dei leader. «Ecco a voi un leader a cui siamo molto legati, è qui con noi ogni anno. Diamo un gran benvenuto a Salvini, un grande habituè della nostra manifestazione», ha detto Meloni, presentando l’incontro nel quale a fare le domande è stato Gianni Minoli. Un saluto caloroso ricambiato dal leader della Lega, che ha ricordato come «c’è un tentativo dei giornalisti di allontanarci e dividerci, ma io e Giorgia siamo uniti. Più i giornalisti ci vogliono, far litigare, più ci vogliamo bene».

Salvini: «Entrerei in un governo Meloni»

Più tardi fonti della Lega faranno sapere che Salvini ha lasciato Atreju «molto contento e soddisfatto» per l’ottima accoglienza ricevuta. Dunque, nessuna rivalità, ma una leale collaborazione, nell’ambito della quale, ha chiarito Salvini, «io entrerei in un governo Meloni e lei farebbe la stessa cosa. Così come entrerei in un governo Forza Italia». Certo, l’idea di diventare premier non è stata estranea al segretario della Lega, che ha ammesso di aver «sognato di farlo, è lecito sognare. Walt Disney diceva: “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Ma – ha precisato – a me interessa che il centrodestra torni ad essere maggioranza in Parlamento e torni al governo». «Quando si vota – ha poi chiarito Salvini – noi della Lega siamo pronti».

«Renzi non è mai stato e mai sarà alleato del centrodestra»

Di certo, «Renzi non è mai stato e mai sarà alleato del centrodestra». «Abbiamo lo stesso nome ma un passato, un presente e un futuro completamente diversi», ha proseguito il leader della Lega, che sulla vicenda della Fondazione Open ha spiegato che «quello che posso dire, dopo aver letto il suo estratto conto sui giornali, è che si tratta di una vergogna per un Paese civile. Vorrei leggere anche gli estratti conto di qualche direttore di giornale e non voglio leggerlo…».

«In Francia voterei Le Pen»

Dopo una battuta su Luigi Di Maio, con il quale «non ho familiarità, non gli mando messaggi e non ci vado a mangiare la pizza, non capisco perché si sia incattivito nei miei confronti», Salvini si è soffermato sul tema dell’Europa. «In Europa – ha detto – dobbiamo essere alternativi ai socialisti, sempre e comunque. Inseguirli non porta mai da nessuna parte. Il Ppe si è dimenticato il centrodestra per inseguire le follie dei socialcomunisti». «In Francia voterei Le Pen», ha proseguito Salvini, mentre nella platea di Atreju era presenta anche la nipote di Marine, Marion, salutata affettuosamente dal palco da Giorgia Meloni. «C’è modo e modo di stare in Europa – ha sottolineato il leader della Lega – io vorrei starci da protagonista. Io vorrei che in Europa il centrodestra fosse forza trainante e unificante. Dobbiamo essere alternativi ai socialisti, sempre e comunque, perché a inseguire i socialisti non si va mai da nessuna parte».

Una donna al Colle? «Berlusconi non si chiama Silvia…»

Inevitabile, poi, la domanda sul Quirinale. «Berlusconi è un candidato vero o di bandiera?», ha chiesto Minoli. «È un candidato vero», ha tagliato corto Salvini, che ha scherzato sull’ipotesi di un candidato donna. «Ok, ma Berlusconi di nome fa Silvio, non Silvia», ha detto il leader della Lega, tornando poi serio nel ricordare che «nel caso Berlusconi facesse scelte diverse, abbiamo più di una donna che possa fare il presidente della Repubblica». «Io – ha poi proseguito – spero che il presidente della Repubblica possa essere scelto con la partecipazione di tutti, partendo dall’unità del centrodestra». «Io mi impegnerò per coinvolgere tutti», ha quindi assicurato Salvini, sottolineando che «di Mattarella si parla solo bene. Quello che fa Mattarella è sempre nell’interesse del Paese».

«Sul caso Morisi mi aspetto delle scuse»

Ma l’intervista con Minoli è stata anche l’occasione per fare una riflessione sulla dolorosa vicenda Morisi. «Ora mi aspetto scuse da quei giornalisti che hanno riempito di fango pagine e pagine», ha chiarito Salvini, annunciando che «proprio poco fa è stata depositata (dalla Procura di Verona, ndr) la richiesta di archiviazione di Morisi». «Hanno colpito un amico, Morisi, per colpire me. E in questi casi mi incazzo come un bufalo. Prendetevela con me, non con chi mi è vicino», ha quindi concluso il leader della Lega.

Il video dell’intervento di Salvini e dei saluti di Meloni

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