Quirinale, parlano i “poteri forti”. Il FT: «Draghi resti al governo, l’Italia è a rischio instabilità»

giovedì 9 Dicembre 10:06 - di Redazione
Draghi

Si chiama Mario e non Ernesto, come il protagonista della commedia di Oscar Wilde, ma per lui l’importanza è tutta nel cognome: Draghi. Fatale, perciò, che il Financial Times lo voglia saldamente a Palazzo Chigi piuttosto che al Quirinale. Già, mai come in questa fase i Palazzi della politica italiana sono illuminati dall’attenzione dei media internazionali, spesso in funzione di sentinella di quei poteri forti spesso evocati come anime in una seduta spiritica, ma in realtà vivi e vegeti. Ragion per cui questo è uno dei casi anche nell’austero e autorevole quotidiano britannico occorrerà procedere a separare chirurgicamente i fatti dalle opinioni. Il giornale, infatti, li mischia abbondantemente, come dimostra il profetico incipit. Eccolo: «La prospettiva che l’ex capo della Bce si faccia da parte come primo ministro italiano per assumere la presidenza minaccia di far precipitare il Paese nell’instabilità politica».

Il Financial Times: «L’ovazione a Mattarella lo dimostra»

Scenario possibile, certo, ma non ancora probabile. Men che meno scontato, come pure vorrebbe far credere il giornale. Senz’altro più aderente alla realtà è il titolo dell’articolo: «Il dilemma dell’Italia mentre Mario Draghi emerge come favorito per la presidenza». E qui effettivamente entra in campo un po’ tutto, dai fondi del Pnrr alla possibilità di tornare subito alle urne con annesso alto rischio di compromettere le riforme in cantiere. Il Financial ne cita tre, e non casualmente: fiscale, pensionistica e del lavoro. Una preoccupazione, assicura il quotidiano, che sarebbe condivisa «dall’establishment italiano». Prova ne sia, aggiunge il giornale, l’applauso a Mattarella da parte del pubblico della Scala.

«Senza Draghi tornano i partiti»

Tutto resti com’è, dunque, dal momento che lo sbarco di Draghi al Quirinale avrebbe come unico effetto la fine dell’attuale governo e quindi la ripresa in grande stile della conflittualità politica. Tanto più che – argomenta il FT citando YouTrend – le due principali coalizioni «hanno la possibilità di superare la soglia del 40 per cento richiesta per formare un governo». Uno scenario che il quotidiano reputa rischioso in ogni caso. E conclude: «Draghi è l’unico che può tenere a freno questa situazione». Comunque sia, prima o poi l’ora del ritorno dei rissosi partiti scoccherà. E saranno loro ad «assumere la gestione del piano Next Generation Eu, che hanno votato in Parlamento». Sconsolata, a questo punto, la conclusione del Financial: «Anche se Draghi resta presidente del Consiglio conclude – è solo per un altro anno, non per sempre».

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