Quirinale, Letta ripiega su Amato e manda ambasciate a Berlusconi. Che risponde con un “no”

giovedì 16 Dicembre 11:01 - di Redazione
Letta Amato

Enrico Letta non vuole un leader di partito al Quirinale (e pensa a Berlusconi). Afferma che ci vuole una figura istituzionale e al di sopra delle parti. E, secondo Libero, pensa a Giuliano Amato. Il cui nome ricorre tra i papabili ogni volta che si fa l’elenco dei possibili successori di Sergio Mattarella.

Amato è l’uomo della patrimoniale sui conti degli italiani

Un nome che Letta non può tirare fuori senza contraddire la tesi che va declamando  da settimane e cioè che il nuovo presidente deve uscire da una larga maggioranza e deve essere un nome il più possibile condiviso. Tesi sposata in pieno da Giuseppe Conte che l’ha ribadita anche oggi: “Serve un metodo per individuare un candidato o candidata il più possibile condiviso, per avere la massima garanzia di un profilo istituzionale”.

Ora, la destra non potrà mai accettare di votare colui che nel 1992 applicò una patrimoniale sui conti correnti degli italiani. Parliamo del famoso 6 per mille, come ricordò lo stesso Amato in un’intervista al Corriere in occasione del venticinquesimo anniversario dell’evento.

L’ostacolo Berlusconi: non intende fare un passo indietro

“A parte l’appetibilità politica di Amato – commenta Libero – i problemi sono due. Il primo è l’età: l’uomo va per gli 84. Però Giorgio Napolitano aveva 89 anni quando lasciò l’incarico e nulla gli avrebbe impedito di mantenerlo per un altro lustro. Il secondo problema ha due anni più di Amato, uno stile che non potrebbe essere più diverso e una capacità di adattamento che rivaleggia con la sua: si chiama Silvio Berlusconi. Il vero ostacolo è lui. Amato ha provato a rimuoverlo parlandone con lo zio di Enrico, Gianni. Il quale, a sua volta, avrebbe dovuto convincere il Cavaliere. La prima parte è riuscita: l’eminenza azzurrina e il dottor Sottile sono fatti di una pasta simile e il primo, ecumenico com’ è, vedrebbe con piacere Amato sul Colle. La seconda, no: Silvio non ne vuole sentir parlare”.

Berlusconi e l’ambasciata di Gianni Letta per conto di Amato

Libero racconta anche che a Berlusconi sarebbe stata prospettata la nomina di senatore a vita assieme a Romano Prodi. Ipotesi che non ha convinto il Cavaliere. Letta vuole a sua volta convincere Salvini e Meloni che la strada maestra è quella di una figura super partes ma – commenta ancora Libero – “al Nazareno l’immagine del segretario appeso alle decisioni di Salvini e Meloni, senza nessuna buona carta da giocare, mette una certa inquietudine. «Berlusconi», commenta preoccupato un dirigente del Pd, «è tornato ad essere un incubo. Se la spuntasse, prendendoci di sorpresa, non ci sarebbe da stupirsi…»”.

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