Polemiche per la gaffe di Sala sullo sciopero “sbagliato”. E lui si giustifica: «Forse mi sono espresso male»

lunedì 13 Dicembre 16:54 - di Giorgia Castelli
Sala

«Lo sciopero probabilmente è sbagliato, ma è un diritto…». Beppe Sala non ha avuto il tempo di finire la frase sullo sciopero generale che è stato interrotto da cori e urla di disapprovazione. Tra i lavoratori in piazza c’è rabbia e sconcerto. Parole che sono state interpretate come un attacco al sindacato. Scoppiano le polemiche. Ventiquattr’ore dopo quei fischi, ricevuti alle celebrazioni per l’anniversario dell’attentato in piazza Fontana sulle sue parole sullo sciopero del 16 dicembre, torna sull’argomento e si giustifica. «Sono cose che capitano, forse mi sono espresso male io. Ieri stavo cercando di dire “guardate che non si può contestare uno sciopero solo perché il periodo è questo. Lo sciopero è un diritto e va riconosciuto sempre. La mia premessa “lo sciopero è sbagliato” ha aizzato».

Sala: «Quando il sindaco di Milano parla attira di più l’attenzione»

E poi precisa: «Non ero al tavolo con il sindacato e non lo era nessuno di noi, ma vedo che tutti sparano giudizi. Ci sono cose su cui uno deve cercare di andare avanti, altrimenti vive con l’amarezza e la paura di esprimersi con le proprie idee e il proprio cuore, cosa che io invece voglio continuare a fare e che continuerò a farlo. Non sempre lo si fa bene e non sempre ci si esprime al meglio, ma certo quando il sindaco di Milano parla attira di più attenzione».

«Ho sentito molti giudizi superficiali»

Anche ieri al termine della manifestazione ha cercato di chiarire il senso delle sue parole. «Stavo dicendo – ha detto ai giornalisti – probabilmente il contrario del motivo per cui sono stato interrotto, cioè che in questo momento in cui il lavoro lo si perde attraverso un whatsapp, la difesa del lavoro a volte avviene anche attraverso uno sciopero. Per cui io non so se sia giusto o sbagliato lo sciopero, ma so che ho sentito molti giudizi superficiali di persone che ne sapevano non tanto e che non erano al tavolo di quelle trattative, per cui ribadisco che in questo momento c’è bisogno di grande, grande equilibrio». Ma le sue parole non hanno convinto.

Altre critiche

Come riporta Repubblica, sono piovute anche altre critiche, come quella di Massimo Bonini, segretario della Camera del lavoro: «Sala può dire quello che vuole ma è il re delle gaffe. Io non avrei fatto un discorso del genere in piazza, e comunque metà dei milanesi sarà penalizzato dalla riforma».

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