Sala solletica gli irriducibili del ddl Zan e propone Milano per gli “Stati generali” sulla legge

sabato 6 Novembre 16:35 - di Natalia Delfino
ddl zan

Beppe Sala propone Milano per gli “Stati generali” sul ddl Zan. E pare l’invito di un marziano, perché il sindaco ha dato la propria disponibilità ad organizzare l’evento invitando «i rappresentanti di partiti che non vogliono scappare e che vogliono arrivare ad una soluzione su questo tema». Insomma, parlando come uno che non avesse minimamente registrato cosa è accaduto in Senato, dove i partiti, tutti, hanno discusso per mesi e mesi, cercando una mediazione che non è mai arrivata e che ha portato all’affossamento definitivo della legge.

Sala: «Bisogna far capire di cosa si tratta»

Ma tant’è, per Sala, che ha lanciato la sua proposta dall’evento di irriducibili a sostegno del ddl Zan “Non ci fermiamo – Per i diritti, contro l’odio“, chi fa politica «deve sentire il dovere culturale di far capire alla gente di cosa si sta trattando». «Milano – ha aggiunto – ha la comunità Lgbtq più ampia d’Italia, per questo può essere una guida quando si parla di questi temi. Milano sa sempre essere e pensare avanti e sa come fare le cose. Voglio offrire la città – ha precisato Sala – per una discussione sana, solida e tranquilla».

La narrazione intorno al ddl Zan: «Il Paese lo vuole”

All’evento, del quale ha dato conto il Corriere della Sera, era presente anche lo stesso Alessandro Zan. Entusiasta, va da sé, dell’idea di Sala, perché «dobbiamo utilizzare fino all’ultimo minuto utile della legislatura per cercare di dare una risposta ai tanti giovani, alle tante persone, al Paese reale, alle piazze, che sono lontanissime da quell’applauso vergognoso e da quelle urla da stadio al Senato che hanno fatto il giro del mondo e che ci hanno fatto vergognare».

La chiamata alla piazza (ancora)

«Ci sono dei movimenti, delle associazioni, una società civile, che sono in grado di organizzare delle forme di partecipazione e di protesta, di iniziativa popolare, che possono sollecitare il Parlamento a fare presto. Perché mentre i senatori applaudono, non per aver approvato una legge contro i crimini di odio, ma per averla affossata, le persone vengono continuamente discriminate e fatte oggetto di violenza», ha aggiunto Zan, che ora si dice disponibile a «trovare una strada comune» per arrivare all’approvazione di una legge entro la legislatura.

Agli “Stati generali” inviteranno Fedez o Flick?

Insomma, le cose starebbero così: “il Paese reale” vuole il ddl Zan e in Senato ci sono degli incivili che non lo rappresentano e che quasi quasi godono del fatto che qualcuno venga discriminato, ma per fortuna Milano ha un sindaco illuminato che offre la città per una «discussione sana, solida e tranquilla». Tutto chiarissimo, se non per un aspetto: ad animare questa discussione, a promuovere il «dovere culturale» della corretta informazione, Sala e Zan inviteranno i cantanti Fedez ed Elodie, che tanto si sono spesi per il ddl, ma che non sono parsi saper andare oltre gli slogan, o il costituzionalista Giovanni Maria Flick e la femminista storica Marina Terragni, che invece entrando nel merito dei diversi articoli hanno lanciato allarmi sulla scivolosità del testo?

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