Plusvalenze, dopo la Juventus c’è anche l’Inter nel mirino dei giudici: inchiesta su dieci contratti

martedì 21 Dicembre 17:41 - di Lucio Meo

Plusvalenze contabili, c’è anche l’Inter nel mirino della procura di Milano, dopo l’inchiesta aperta a Torino sulla Juventus. Gli uomini della Guardia di finanza hanno eseguito delle acquisizioni nella sede dei nerazzurri e della Lega serie A, “relative alle cessioni” da parte del club “dei diritti pluriennali sulle prestazioni di taluni calciatori, relativamente agli esercizi 2017-2018 e 2018-2019, al fine di verificare la regolarità della contabilizzazione delle relative plusvalenze”. E’ quanto si legge nella nota del procuratore capo facente funzione di Milano, Riccardo Targetti. L’ipotesi di reato per la quale sono in corso le indagini preliminari, nei confronti di ignoti, riguarda il delitto di false comunicazioni sociali”.

Lo spunto della procura di Torino sulle plusvalenze nel mondo del calcio ‘ispira’ anche i magistrati di Milano: se dalle verifiche sui bilanci del Milan “non emergono criticità”, si indaga invece su una decina di contratti di “calciatori minori” la cui contabilizzazione nei bilanci 2017-2018 e 2018-2019 ha accesso l’interesse dei pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, coordinati dall’aggiunto Maurizio Romanelli, che hanno fatto acquisizioni nella sede dei nerazzurri e in quella della Lega serie A per prendere i contratti sotto la lente della magistratura. L’ipotesi di reato, nei confronti di ignoti, è di falso in bilancio, ossia di aver ‘gonfiato’ alcuni valori per rispettare i parametri del fair play finanziario. In particolare, per quanto riguarda uno dei due anni su cui la procura nutre perplessità, le plusvalenze avrebbero un peso pari al 10% dei ricavi.

Le plusvalenze, dalla Juventus all’Inter

Plusvalenze per oltre 310 milioni tra il 2019 e il 2021, operazioni sganciate dai valori reali del mercato, con l’obiettivo di salvare i bilanci della Juventus: queste le accuse contenute nel decreto di perquisizione disposto qualche giorno fa dalla procura di Torino nelle sedi della Juventus nell’ambito dell’inchiesta sulle plusvalenze denominata ‘Prisma’ in cui figurano indagate sei persone, tra cui il presidente della società bianconera Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici oltre alla società in veste di persona giuridica. Nel decreto si fa riferimento alla necessità di acquisire una “scrittura privata (‘carta famosa che non deve esistere teoricamente’), concernente il rapporto contrattuale e le retribuzioni arretrate del calciatore Ronaldo Cristiano”.

Gravina (Fgci) chiede un criterio oggettivo

“Ho parlato con Infantino, se ritiene che ci sia un criterio oggettivo contro le plusvalenze lo comunichi. Ho motivo di ritenere che non c’è, ma non voglio entrare nel merito dell’algoritmo. Ci sono leggi di mercato su cui nè io nè Infantino possiamo intervenire o incidere”. Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, in merito alla proposta del numero uno della Fifa di trovare un algoritmo per determinare le valutazioni oggettive dei cartellini. “Possiamo incidere sotto il profilo sportivo ricorrendo ad altri argomenti – ha aggiunto il presidente federale- basterebbe non considerare le plusvalenze ai fini dell’iscrizione ai campionati”.

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