Omicron, a Roma il primo caso “autoctono”. D’Amato: «Senza vaccini avremmo i morti in strada»

martedì 21 Dicembre 13:57 - di Viola Longo
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A Roma potrebbe essere stato individuato il primo caso di variante Omicron per contagio autoctono, ovvero avvenuto senza che il paziente fosse entrato in contatto con qualcuno tornato dall’estero. I risultati della prima ricostruzione della possibile catena di trasmissione, se confermati, rappresenterebbero la controprova di come ormai Omicron abbia preso a circolare autonomamente. Il caso è allo studio dello Spallanzani.

A Roma il primo caso “autoctono” di variante Omicron

A dare notizia della scoperta è stato l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, spiegando di aver «ricevuto dal Seresmi-Spallanzani (servizio regionale sorveglianza e controllo delle malattie infettive) la notizia dell’individuazione di una variante Omicron accertata». «Questo caso è di particolare interesse – ha aggiunto D’Amato – poiché sembrerebbe essere un caso autoctono, ovvero da una fase preliminare dell’indagine epidemiologica non emergono contatti con persone provenienti da altri Paesi».

Paziente giovane, vaccinato, asintomatico. Il contagio a una festa

L’assessore ha, inoltre, spiegato che si tratta di un paziente giovane, attualmente asintomatico e in isolamento. Il paziente è vaccinato con due dosi di Astrazeneca e non ha compiuto viaggi nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi. «Ricostruendo l’albero dei contatti – ha detto D’Amato – si arriva a una festa a Roma con almeno quattro amici risultati poi positivi al tampone». Le Asl competenti stanno proseguendo l’indagine epidemiologica, sotto il coordinamento del contact tracing del Seresmi.

D’Amato: «Senza i vaccini avremmo i morti per strada»

Intervenendo all’incontro per gli auguri di Natale allo Spallanzani, D’Amato ha poi detto che «la domanda che cittadini si devono porre è come sarebbe stato quest’anno senza vaccinazioni. Sarebbe stato tragico, avremmo avuto morti nelle strade. I vaccini hanno dato e stanno dando una spinta straordinaria». «Ci avviciniamo ai 10 milioni e mezzo di somministrazioni eseguite nella nostra regione», ha quindi proseguito l’assessore, ricordando che «il 90% degli over 12 vaccinato con doppia dose è un risultato straordinario» e che oggi l’impegno deve essere quello di «correre sui richiami» perché «il vaccino è l’arma fondamentale, accanto ad armi di cura come gli anticorpi monoclonali».

Vaia: «Al lavoro con i sudafricani per un vaccino contro Omicron»

D’Amato, quindi, ha ricordato come proprio dallo Spallanzani sia partita, il 27 dicembre scorso, la campagna vaccinale in tutta tutta Italia, mentre è stato il direttore sanitario dell’Istituto, Francesco Vaia, ad annunciare oggi che «i colleghi del Sudafrica chiedono all’Istituto Spallanzani di collaborare alla sperimentazione di un nuovo vaccino “mRna adaptive” che stanno brevettando lì». «Faremo un incontro a gennaio e partiremo con la sperimentazione in Italia». «È un vaccino contro Omicron, perché nasce lì in Sudafrica. Questa – ha concluso – è una buona notizia».

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