Mps, vacilla sempre più l’ipotesi del suicidio di David Rossi. Attesa per le perizie del Ris

martedì 21 Dicembre 16:13 - di Redazione
David Rossi

Vacilla sempre più l’ipotesi del suicidio come causa della morte di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte Paschi di Siena trovato riverso sull’asfalto della viuzza sulla quale affacciava la finestra del suo ufficio la sera del 6 marzo del 2013. «Suicidio» c’è invece scritto nelle due archiviazioni seguite ad altrettante inchieste. Una decisione che non ha mai convinto i familiari di Rossi e che alcuni servizi delle Iene, su Italia 1, hanno contestato con dovizia di particolari. Troppi misteri su quella morte e troppi buchi neri nelle indagini. Basti pensare che su dodici telecamere attive, solo da una sono stati presi dei video per accertare i fatti. A conferma che non aveva poi tutti i torti chi sin dall’inizio aveva notato un profilo troppo basso da parte degli inquirenti.

David Rossi morì il 6 marzo del 2013

Più di un sospetto aleggia, infatti, sugli stretti legami tra il MpS e il sistema di potere “rosso” egemone in città e in Toscana. Non stupisce perciò che sulla strana morte di David Rossi il Parlamento abbia istituito una Commissione d’inchiesta presieduta dal forzista Pierantonio Zanettin. Era proprio lui a guidare la delegazione giunta oggi a Siena in occasione di alcune perizie affidate ai carabinieri del Ris. Quella più attesa, almeno a sentire Paolo Pirani, legale del fratello e della mamma di David Rossi, «è la caduta con manichino virtuale per verificare se la caduta è avvenuta dall’ufficio oppure, dubbio che avevano sollevato noi, dalla stanza superiore». La perizia, spiega il legale, «servirà anche a verificare la compatibilità o meno con una caduta spontanea». Solo in quest’ultimo caso troverebbe conferma l’ipotesi del suicidio.

Le falle della pista “suicidaria”

A muoversi con estrema prudenza è Zanettin. Tanto è vero che ha chiesto al Csm di autorizzare la consulenza di due magistrati. Richiesta finora inevasa. In compenso, nel Csm si è aperta una polemica. «La vicenda – ha sottolineato Zanettin nell’incontro con la stampa in Prefetturareca un certo imbarazzo istituzionale. Un aiuto da parte dei magistrati sarebbe auspicabile». Anche lui sta riscontrando clamorosi buchi neri. Oltre alle 11 telecamere non utilizzate, c’è anche il giallo di 61 foto e due video non agli atti e trasmessi solo successivamente alla Commissione. «Io tenderei ad escludere il dolo», ha concluso Zanettin spiegando che il materiale è ora «a disposizione» mentre per foto e video è scattata la «secretazione». La Commissione s’inchiesta sulla morte di David Rossi terminerà i suoi lavori entro tre mesi.

 

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