È morto Riccardo Ehrman, il giornalista italiano che con la sua domanda fece “cadere” il Muro di Berlino

martedì 14 Dicembre 20:29 - di Redazione

È morto oggi a Madrid, all’età di 92 anni, Riccardo Ehrman, il corrispondente dell’Ansa passato alla storia come il giornalista italiano che fece cadere il Muro di Berlino. E in qualche modo è davvero così. Dalla risposta che gli diede il portavoce del governo della Ddr, Günter Schabowski, si capì infatti che il comunismo era ormai crollato. Ad Ehrman che gli aveva chiesto quando fosse «entrato in vigore il nuovo regolamento» che lasciava transitare i cittadini dell’Est verso l’Ovest, Schabowski rispose: «A quanto ne so, subito, da ora». Accadeva il 9 novembre del 1989, giorno della caduta del Muro, nella sala stampa del comitato centrale della Sed, il partito comunista della Repubblica Democratica tedesca.

Ehrman si è spento a Madrid

Non sappiamo se gli altri giornalisti presenti abbiano realizzato si da subito il valore epocale di quella risposta apparentemente burocratica. Probabilmente sì, anche perché era stato il ministero degli Esteri della Germania Est a convocare i giornalisti alla conferenza stampa, sottolineandone l’importanza. Ma come ebbe modo di raccontare in un’intervista televisiva lo stesso Ehrman, per il regime comunista «tutte le conferenze stampa erano importanti». Comunque sia, a quell’appuntamento con la storia che gli avrebbe conferito una notorietà imperitura, lui arrivò in ritardo. Tutta colpa di un introvabile parcheggio per l’auto, segno che l’importanza sottolineata dal ministero aveva davvero incuriosito i corrispondenti stranieri.

La sua domanda è entrata nella storia

Con il senno del poi, lo si può interpretare come un segno del destino. Quando Ehrman entra, la sala è stipata all’inverosimile. Non gli resta che accucciarsi su uno scalino della tribuna dove Schabowski sta parlando. Il suo intervento dura oltre un’ora. Alla fine, rispondendo ad una prima domanda rivoltagli proprio del corrispondente italiano, il portavoce estrae dalla tasca un foglietto e dà lettura del nuovo regolamento che consente ai tedeschi dell’Est di attraversare la frontiera con la Germania Ovest senza passaporto e senza visto. «In quel momento – ricordò Ehrman – capii che il Muro non esisteva più». 

L’ultima intervista di Ehrman nella quale raccontò quella domanda

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