Meloni: «Non so se vaccinerò mia figlia di 5 anni. Ci vado molto cauta. Valutiamo rischi e benefici»

venerdì 10 Dicembre 9:49 - di Sara De Vito

Massima cautela. “Io ho una bimba di 5 anni, io sono una persona che guarda i dati empirici. Sulla vaccinazione covid di mia figlia vado molto cauta”. Giorgia Meloni conferma la massima prudenza. E la necessità di evitare fughe in avanti sul terreno dei vaccini ai piccoli della fascia d’età che va dai 5 agli 11 anni. Argomento controverso di grande attualità. Dopo che l’Aifa ha dato il via libera. “Quando prendiamo una medicina, noi facciamo una valutazione tra rischi e benefici. Evitando ragionamenti da tifoserie, bisogna fare un ragionamento serio”, dice ospite di Dritto e Rovescio.

Meloni: non credo vaccinerò mia figlia. Vado cauta

La leader di FdI ribadisce la sua posizione di assoluta prudenza. Già due mesi fa aveva annunciato che difficilmente avrebbe vaccinato la piccola Ginevra.  “Bisogna guardare i dati su rischi e benefici”, insiste la Meloni. “Mentre ho chiamato mia madre per vaccinarsi, perché è una persona ad alto rischio. Diverso il ragionamento su un bambino di 5 anni. Se guardiamo i dati, scopriamo che tra 0 e 19 anni il rischio di mortalità da Covid è dello 0,01%, dato dell’Iss. È  la stessa possibilità di essere colpiti da un fulmine”.

Bisogna valutare il rapporto rischio-beneficio

“A fronte di questo dato noi abbiamo dei vaccini che, per forza di cose, hanno avuto una sperimentazione inferiore ad altri vaccini. E quindi io ci vado molto cauta sulla vaccinazione di mia figlia“. Da noi diventa tutto un’ideologia – conclude –  ma le medicine e i vaccini sono strumenti e quando li usi per decidere devi valutare rapporto rischio-beneficio“.

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