Minacce a Fedriga dai No vax. Costretto alla scorta, non retrocede di un passo: spero duri poco

lunedì 6 Dicembre 15:21 - di Lorenza Mariani
minacce a Fedriga

Una furia incontenibile quella dei No vax. Che dopo un lento avvio nelle scorse settimane, in queste ultime ore si concentra sul governatore del Friuli. È lui, infatti, il destinatario di decine e decine di minacce dal mondo anti-vaccinale. E così, il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, dalla scorsa settimana è costretto a vivere sotto scorta. «Spero per la mia famiglia che duri poco», ha detto il numero uno del FVG al quotidiano Il Piccolo, che ha anticipato la notizia di intimidazioni e insulti in crescendo.

Minacce a Fedriga dai No vax: il governatore costretto a vivere sotto scorta

Una rabbia che serpeggia da tempo, quella montata contro Fedriga. Che non ha minimamente scoraggiato il governatore che, scrive il quotidiano di Trieste, «negli ultimi mesi è stato anche tra i più acerrimi nemici, politicamente parlando, della galassia di coloro che si oppongono all’immunizzazione anti-Covid. Arrivando, in conferenza stampa, ad attaccare duramente i No vax. E diventando il principale sostenitore dell’adozione del Green Pass in forma rafforzata». Un provvedimento che, in sostanza, impedisce l’accesso a qualsiasi attività sociale a chi rifiuta la somministrazione del vaccino stesso.

Nonostante le minacce di morte Fedriga non retrocede di un passo

Una linea politica. Sanitaria. E amministrativa ben precisa, quella di Fedriga. Che sta costando al governatore misure di protezione straordinarie. E allora, apprendiamo da Il Piccolo, il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, ora ha costantemente al suo fianco due persone lo accompagnano ovunque. E non retrocede di un passo dalla sua posizione. E così, dopo aver espresso la speranza «che questa situazione possa risolversi nel minor tempo possibile». Annuncia anche che «sabato scorso gli è stata somministrata la terza dose di vaccino di Moderna».

A Fedriga la solidarietà bipartisan di amici e colleghi

Immediata la solidarietà bipartisan arrivata al Presidente di Regione. Dal ministro della P.a Renato Brunetta, che sui social ha scritto: «Mando un abbraccio all’amico Fedriga per le vili minacce ricevute da fanatici No Green Pass per la sua posizione chiara e ferma a tutela della salute dei cittadini e della ripresa economica. Con Max, dalla sua stessa parte. Dalla parte di chi ha a cuore l’Italia». Al collega Roberto Occhiuto, governatore della Calabria, che su Twitter ha commentato: «Solidarietà al presidente della Conferenza delle Regioni… Andiamo avanti, tutti i governatori uniti, per salvaguardare la salute dei cittadini e il benessere dei nostri territori».

«Intollerabile che chi si prodiga per tutelare salute e ripresa debba vivere sotto scorta»

Fino alla capogruppo Pd alla Camera: Debora Serracchiani. La quale ha sua volta rimarcato quanto sia «intollerabile che chi si prodiga per tutelare la salute della propria comunità. E garantire la ripresa dell’economia, sia minacciato e costretto a vivere sotto scorta». Esortando a dire «basta con questo clima d’odio alimentato da gruppi no vax». E in più con il numero uno della Liguria, Giovanni Toti – anche lui finito recentemente nel mirino dei No vax minacciosi e violenti –. Che dopo aver espresso la sua solidarietà all’amico e collega Fedriga, ha ribadito: «È inaccettabile che queste persone, una minoranza rumorosa, continuino ad alimentare un clima d’odio in nessun modo ulteriormente giustificabile».

Il messaggio del governatore ligure Toti

«Il governatore del FVG – ha proseguito Toti – non ha fatto altro che lavorare senza sosta. Al fianco dei presidenti di Regione anche nel suo ruolo di Presidente della conferenza. Solo per la tutela della salute dei cittadini e per la ripartenza del nostro Paese. Portando avanti l’unica posizione possibile: è necessario affidarsi alla scienza e vaccinarsi. A Massimiliano e alla sua famiglia il nostro sostegno e l’abbraccio di tutta la Liguria». E di tutti quei vaccinati, indignati e offesi, per la portata di odio e di polemiche contro chi si è limitato a fare una scelta di responsabilità e di giudizio.

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