M5S, scoppia la bomba restituzioni. Il tesoriere manda la cartella esattoriale ai “morosi”: altri 40 in fuga

venerdì 3 Dicembre 13:00 - di Chiara Volpi
M5S restituzioni

M5S, scoppia la bomba restituzioni: il tesoriere spedisce la cartella esattoriale ai “morosi”: in 4o pronti a fuggire. La polveriera M5S rischia di saltare in aria. Lo dicono le chat infuocate dal tema delle restituzioni tornato negli ultimi giorni nel centro del mirino dei grillini. E che oggi, dopo una veemente comunicazione del tesoriere Claudio Cominardi – una sorta di intimo di sfratto o, meglio: un’anticipazione sul prossimo, possibile esodo – che mette gli attivisti insolventi spalle al muro. Già, perché nelle ultime ore i parlamentari “morosi” hanno ricevuto una vibrante esortazione a saldare il “debito”, con tanto di riepilogo della situazione personale di ogni eletto in merito ai versamenti.

M5S, scoppia il caso restituzioni: il tesoriere invia una comunicazione di fuoco ai “morosi”

Il caos delle rendicontazioni mina nelle fondamenta la galassia pentastellata, già abbondantemente funestata da fronde intestine e dissidi con i vertici che rischiano di far saltare in aria tutto. E di far implodere il fatidico nuovo corso del Movimento capitanato da Giuseppe Conte che sembra non riuscire a buttare acqua sul fuoco alimentato da malumore e rivendicazioni. E così, mentre qualcuno lamenta presunti errori nel calcolo degli addebiti che gli vengono richiesti, c’è anche qualcun altro che, come riferisce La Presse, legge la mossa del tesoriere grillino come una sorta di «cartella esattoriale, stile Equitalia». Uno scacco matto che potrebbe far saltare schemi e scacchiera… E torna puntuale lo spettro di una fuga di massa dal gruppo grillino. «Di questo passo, decine di eletti abbandoneranno il gruppo», è l’osservazione fatta da un esponente M5S all’Adnkronos.

Il sollecito alle restituzioni scatena l’ira degli eletti: «Si rischia l’esodo. 40 pronti a fare le valigie»

Ma andiamo con ordine. Il tema delle restituzioni torna al centro del dibattito M5S. Nelle ultime ore i parlamentari “morosi” hanno ricevuto il sollecito del tesoriere Claudio Cominardi, con il riepilogo della situazione personale di ogni eletto in merito ai versamenti. La mail di riepilogo, che l’Adnkronos ha potuto visionare, prescrive a deputati e senatori di «provvedere immediatamente ad effettuare» i versamenti mancanti. La comunicazione, secondo quanto si apprende, sta mandando in subbuglio le chat interne, con diversi parlamentari sul piede di guerra. Tanto che c’è chi addirittura chi arriva a parlare di 40 parlamentari pronti a fare le valigie. Una grana che rischia di complicare per il M5S la prossima, delicata partita per l’elezione del Presidente della Repubblica. E non solo.

«Con questa mail scoppierà tutto. C’è gente pronta a uscire dal gruppo già la prossima settimana»

Nella mail inviata dal tesoriere, visionata dall’Adnkronos, si chiede ai parlamentari non regola di saldare le mensilità relative al contributo di 1.000 euro al partito. E a quello per le restituzioni da 1.500 euro. Ma in alcuni casi vengono reclamati anche il versamento di 300 euro per le “piattaforme tecnologiche” (si tratta della quota destinata a Rousseau prima di aprile 2021 e non ancora versata). E le “restituzioni per la collettività” prima di aprile 2021, non ancora effettuate (all’epoca l’importo era di 2.000 euro mensili). Inoltre, viene chiesto agli eletti di versare gli accantonamenti “ante aprile 2021” e di rendicontare le spese effettuate. «Con questa mail scoppierà tutto. C’è gente pronta a uscire dal gruppo già la prossima settimana», scrive un parlamentare lanciando l’allarme.

La mail del tesoriere letta come una sorta di invio di una «cartella esattoriale, stile Equitalia»

E poi c’è la questione “tempistica” della vertenza. A scatenare l’ira di diversi esponenti del M5S, infatti, ci sarebbe anche la coincidenza del sollecito (minaccioso?) della ragioneria dei parlamentari con l’imminente elezione del direttivo alla Camera (un appuntamento clou fissato nel calendario grillino per il prossimo 9 dicembre). Ma pure con i lavori sulla manovra con migliaia di emendamenti da visionare. Un momento in cui, incassato l’ok sul 2×1000, l’amministrazione pentastellata sembra voler concludere e fare cassa. A fronte, però, di un allarme in corso già da tempo.

M5S e restituzioni, nei giorni scorsi è anche tornata in auge l’ipotesi di una “class action” da parte degli espulsi

Basti pensare, infatti, che solo qualche giorno fa il nostro giornale segnalava che, a quanto risulta all’Adnkronos, i grillini, prima ancora che “morosi”: dissidenti, si starebbero preparando all’ipotesi di una class action da parte degli espulsi per riottenere i soldi versati negli ultimi tre anni sul conto del Comitato rendicontazioni e rimborsi del M5S. La “cassaforte” creata nel 2018 dal Movimento per gestire e monitorare le restituzioni dei parlamentari. E che a breve – una volta selezionati gli ultimi progetti benefici – sarà definitivamente liquidata. il fuoco cova sotto la cenere: e ad alimentarlo è una questione di soldi. Che passa inevitabilmente per un ennesimo scontro. Per un ultimo colpo di “restyling” al Movimento che fu. Con buona pace di Conte e del suo “nuovo corso” che proprio non riesce a decollare...

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