L’Unione europea introduce i “dazi di civiltà”. Meloni: “Finalmente danno ragione a noi sovranisti”

giovedì 23 Dicembre 19:33 - di Guido Liberati
Dazi, Ue, Meloni
«L’Unione europea finalmente pensa a introdurre dazi nei confronti dei prodotti provenienti da Stati che non rispettano i nostri standard di tutela dell’ambiente. In sintesi dovrebbe essere inserita una tassa sui prodotti la cui realizzazione comporta la produzione di notevoli quantità di emissioni nocive, come il cemento, l’acciaio e i fertilizzanti». Lo scrive il presidente di FdI, Giorgia Meloni in un post su Facebook.

Meloni: “La Ue dà ragione a noi sovranisti”

«Sono molti anni – prosegue la Meloni – che Fratelli d’Italia sostiene in ogni sede la necessità dei “dazi di civiltà” proprio per costringere chi vuole avere rapporti commerciali con l’Italia a rispettare standard ambientali di produzione in linea con quanto chiesto alle nostre aziende. Altrimenti la nostra “svolta green” invece di salvare il pianeta servirà solo ad ammazzare definitivamente il nostro tessuto produttivo. Ancora una volta i “pericolosi sovranisti” dicono cose talmente di buonsenso da costringere “gli europeisti” a seguirli, seppure con miope ritardo».

Sui dazi una svolta green da parte dell’Ue

La Commissione europea propone tre nuove “risorse proprie”, come vengono chiamate nel gergo comunitario le fonti di gettito che vanno a finanziare il bilancio Ue e che, a tendere, serviranno, tra l’altro, a rimborsare i debiti contratti con Next Generation Eu. La prima risorsa propria proposta dall’esecutivo Ue è basata sui ricavi derivanti dall’Ets, il sistema Ue per lo scambio di quote di emissioni climalteranti. La seconda è costituita dalle risorse generate dal Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), un sistema di dazi climatici che mira a compensare il contenuto di emissioni inquinanti di alcuni prodotti energy intensive importati nell’Ue. La terza è una quota dei profitti residui realizzati dalle grandi imprese multinazionali che saranno riallocati agli Stati membri in base agli accordi raggiunti in sede Ocse.

Si tratta di un segnale che darà “fiducia ai mercati”, ha sottolineato il commissario al Bilancio Johannes Hahn, perché “abbiamo emesso bond, ma siamo in grado di ripagare i debiti introducendo nuove risorse proprie». Una volta approvate e tradotte in realtà, secondo le stime della Commissione queste tre nuove risorse proprie produrranno un gettito di 17 mld di euro annui per il bilancio Ue, negli anni 2026-2030.

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