Lockdown per i non vaccinati? Il governo lo esclude: chiusure scongiurate, Omicron è ancora limitata

sabato 18 Dicembre 11:53 - di Redazione

Il governo esclude la possibilità che l’Italia, dove la curva della pandemia è in crescita, possa ricorrere al lockdown solo per i non vaccinati, come accaduto in Austria.  “Assolutamente no, non succederà”, dice il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ospite di ‘Progress’ su SkyTg24. Costa ha sottolineato come l’Italia abbia provato “ad anticipare ulteriori misure restrittive e prevenire scenari peggiori” attraverso l’introduzione del super Green pass che “ci permette di dire al Paese che siamo in grado di non prevedere più chiusure”.

Dell’ipotesi aveva scritto La Stampa, affermando che il governo starebbe pensando a un Natale in quarantena per i No Vax. Ci sarebbero poi altre ipotesi di cui si sta discutendo, come l’obbligo del tampone rapido anche per gli immunizzati che vogliano partecipare ad eventi con più di cinquemila persone. E l’obbligo di mascherina all’aperto in tutta Italia, richiesto già da tempo dai governatori.

In Italia Omicron non ha ancora preso piede ma i numeri della Gran Bretagna non sono certo incoraggianti e certificano che questa variante ha una trasmissibilità elevatissima. “La variante Omicron è una nuova insidia – ha detto il ministro della salute Roberto Speranza – le notizie che arrivano sono ancora parziali e non definitive ma segnalano che è una variante insidiosa e problematica che ha con tutta probabilità la capacità di contagiare. I numeri di questa variante in Italia sono ancora limitati, nell’ultima verifica fatta dalle nostre istituzioni sanitarie ha ancora una presenza marginale ma dovremmo ancora verificare e proprio in queste ore il ministero della Salute ha deciso che nella giornata di lunedì si farà una nuova flash survey sulla prevalenza di diverse varianti nel nostro Paese. Per capire quanto sta crescendo Omicron in Italia, con che ritmo anche rispetto all’andamento epidemiologico”.

Intanto il principale mezzo di contrasto alla pandemia rimane il vaccino e sulla terza dose l’Istituto superiore di sanità fornisce dati incoraggianti. “L’efficacia della dose di richiamo nel prevenire diagnosi e malattia severa sale al 75,5% e al 93,4%”. Lo evidenzia l’aggiornamento report dell’Istituto superiore di sanità pubblicato ogni sabato. “Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia del vaccino nei vaccinati con ciclo completo da meno di 150 giorni è pari al 92,7%, mentre cala all’82,6% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 150 giorni”, sottolineano gli esperti.

 

 

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