La variante Omicron arrivata in 23 Paesi. L’Oms: «Giorni, non settimane, per capirne di più»

mercoledì 1 Dicembre 20:04 - di Natalia Delfino
variante omicron

Si attendono «nel giro di pochi giorni, non di settimane» le informazioni necessarie a capire se la variante Omicron abbia «guadagnato dei vantaggi» e sia diventata «più trasmissibile» della Delta. A chiarirlo è stata l’epidemiologa dell’Oms, Maria Van Kerkhove, che ha aggiornato sulle informazioni disponibili sul nuovo mutante in questo momento, durante il periodico briefing con la stampa sulla situazione Covid nel mondo. Van Kerkhove è a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus.

L’Oms: «Ne sappiamo poco, ma a giorni quadro più chiaro»

«Dal punto di vista della gravità della malattia – ha continuato l’esperta – abbiamo visto report di casi di Omicron che vanno dalla malattia lieve a quella più grave. Abbiamo indicazione che alcuni dei pazienti si presentano con malattia lieve, ma è ancora presto» per trarre conclusioni. «C’è anche un’indicazione di un aumento di ricoveri in Sudafrica, ma potrebbe essere legato al fatto che abbiamo più casi e se tu hai più casi hai anche più ospedalizzazioni. Quindi, riguardo alla gravità della malattia da Omicron gli studi sono in corso». Per Van Kerkhove, dunque, «non sappiamo ancora abbastanza sulla gravità» della malattia provocata da questa variante. Ma, ha concluso, bisogna ricordare che «più il virus circola e più infettivo sarà, e più questo virus infetta più moriranno persone. E questo può essere prevenuto. Tutto quello che stiamo facendo per la variante Delta può essere fatto per Omicron. Dobbiamo agire ora».

La variante Omicron registrata in 23 Paesi

Anche il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha insistito sul fatto che «dobbiamo usare gli strumenti che già abbiamo per prevenire la trasmissione e salvare vite da Delta. E se lo facciamo, impediremo anche la trasmissione e salveremo vite da Omicron. Chi non lo farà non fermerà nemmeno Omicron». Ghebreyesus ha sottolineato che «l’emergere della variante Omicron di Sars-CoV-2 ha comprensibilmente catturato l’attenzione globale», chiarendo che allo stato attuale «almeno 23 Paesi di cinque delle sei regioni dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno segnalato casi di questa variante e prevediamo che il numero crescerà».

L’appello a vaccinare «in tutti i Paesi» le persone a rischio

«L’Oms prende questi sviluppi estremamente sul serio, e così dovrebbe fare ogni Paese. Ma tutto questo non dovrebbe sorprenderci. Questo è ciò che fanno i virus. Ed è ciò che questo virus continuerà a fare, finché gli permettiamo di continuare a diffondersi», ha aggiunto il direttore dell’Oms, ricordando che l’agenzia «continua a chiedere di ottimizzare la misure sociali e di sanità pubblica e di garantire che le persone ad alto rischio e vulnerabili in tutti i Paesi siano immediatamente vaccinate». «Allo stesso tempo – ha chiarito – non dobbiamo dimenticare che abbiamo già a che fare con una variante altamente trasmissibile e pericolosa: la variante Delta, che attualmente rappresenta quasi tutti i casi a livello globale». Da qui, quindi, l’invito a concentrare la lotta per il contrasto al virus su questa variante.

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