Islam e terrorismo: ad Atreju la denuncia contro politica e media che “si voltano dall’altra parte”

sabato 11 Dicembre 8:24 - di Vittorio Giovenale
Atreju, radicalismo islamico

«È in atto un fenomeno ideologico che sta investendo il mondo islamico e che sta travolgendo l’Occidente. Un processo di radicalizzazione di cui nessuno ne parla, a parte qualche piccola eccezione». Da Atreju Giovanbattista Fazzolari (nella foto) ha lanciato l’allarme nel corso del convegno “Homeland. La questione islamica e la libertà religiosa, in Italia e nel mondo”.

Tuttavia, ha proseguito il senatore di Fratelli d’Italia, «il dibattito politico preferisce parlare di altro, fa finta di non vedere scegliendo di rimuovere dalla propria memoria i 200 attentati di matrice islamista e le centinaia di morti per mano dei terroristi islamici. Eppure basterebbe guardare a che cosa era il mondo soltanto un decennio fa, per rendersi conto di quello che sta accadendo. Un processo di radicalizzazione che dall’Iran alla Turchia di Erdogan, dall’Arabia Saudita al Qatar ormai investe anche noi. È una questione epocale rispetto alla quale non possiamo voltarci dall’altra parte, ma piuttosto rivendicare il rispetto delle nostre leggi, della nostra cultura, della nostra storia».

Atreju: le testimonianze sull’Islam e il radicalismo

Nel corso del dibattito moderato da Massimo Giletti, più di un relatore ha manifestato preoccupazione per la minaccia del radicalismo. A cominciare dall’ambasciatore israeliano in Italia Dror Eydar. In videocollegamento con Atreju ha osservato che sull’Islam e il radicalismo «la radice del male è nella Repubblica islamica dell’Iran». Inoltre «la conquista talebana ha riportato i cittadini lontani da quelle libertà che per 20 anni avevano goduto». Mentre Adolfo Urso, presidente del Copasir, ha registrato la scarsa «consapevolezza dell’Europa della minaccia esterna». Da qui la proposta: «La detenzione del materiale jihadista diventi reato».

Da Biloslavo a Tinagli: una presa d’atto sulla radicalizzazione

In un panorama cos’ articolato, resta d’attualità la questione afghana con la ritirata delle forze militari Nato e il ritorno al potere dei talebani che per Fausto Biloslavo rappresenta “un tradimento dell’Occidente”. Posizione ribadita anche da Ali Maisam Nazary, ministro degli Esteri del Fronte nazionale di resistenza afgana di Massoud, mentre per l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, l’ultimo a lasciare Kabul, bisogna comunque «parlare con tutti, anche se questo non vuol dire riconoscere il loro regime perché i talebani non sono cambiati affatto». Un allarme quello sull’Islam e il radicalismo che non lascia indifferente neppure la sinistra, se Irene Tinagli, vicesegretario nazionale del Pd arriva dire alla platea di Atreju: «Se non possiamo esportare la democrazia almeno cerchiamo di non importare la radicalizzazione».

 

 

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