Il partito No Vax nelle urne vale quanto quelli di Renzi e Bersani: un 2% di voti ma isolati da tutti

giovedì 16 Dicembre 16:57 - di Monica Pucci

Partito No vax? Io non ci credo. Fabrizio Masia, sondaggista e Ad di Emg Different, non crede alla consistenza politica e elettorale di un soggetto politico costruito sull’ideologia No vax, nonostante gli exploit televisivi. “In Italia – argomenta Masia in una dichiarazione all‘Adnkronos – abbiamo una percentuale di persone vaccinate tra le più alte al mondo e dai sondaggi emerge chiaramente che c’è una larghissima maggioranza di italiani disponibile a fare la terza dose. I non vaccinati si aggirano sul 20% o forse meno. Ma, all’interno dei non vaccinati, ci sono varie posizioni, non tutte legate alla logica del complotto o a una diffidenza ideologica verso il vaccino”.

I No Vax intorno al 2%, come Articolo 1 e Italia Viva

“Ci possiamo trovare anche persone poco informate o persone diffidenti che, vaccinandosi, temono di ammalarsi o persone preoccupate, perché, avendo già fatto la prima o la seconda dose, hanno avuto una reazione forte e si sono spaventati. Insomma – continua Masia – i fattori che incidono sull’individuazione di un ipotetico ‘bacino’ politico sono multiformi. Considerare le posizioni no vax come base politico-programmatica per la ‘costruzione’ di un partito, mi sembra francamente un po’ debole”.

Alleanze difficili con tutti i partiti

“E’ invece possibile – prosegue il sondaggista – che certi partiti possano voler intercettare alcune di queste istanze no vax ma all’interno di una piattaforma politica più ampia. Opporsi al vaccino o al green pass o alle restrizioni non possono essere gli elementi costitutivi di un partito. Una lista che avrebbe questo obiettivo raggiungerebbe l’1 o il 2%, se ci arriva. Il tema No vax può essere tuttalpiù l’argomento di un referendum ma non il cardine di un programma di governo o una piattaforma sulla quale ci si presenta alle elezioni”.

“Da solo – conclude Masia – un partito di questa natura sarebbe irrilevante dal punto di vista della raccolta del consenso. Se poi un partito del genere volesse allearsi con qualcuno, chi sarebbe disposto a caricarselo? Dove starebbe un partito del genere: a destra o sinistra? Quale potrebbe essere il leader in grado di guidarlo? Ci vorrebbe una costruzione che, allo stato, manca del tutto. Io la vedo più come una suggestione immaginifica. Nulla di più”.

Marginali ma comunque sul mercato

“Quotare la forza elettorale di un eventuale partito no vax è molto complicato, ci sono tante variabili da mettere in campo, ma al netto di questo ritengo che sarebbe del tutto marginale come forza politica”, dice invece all’AdnKronos, il sondaggista Maurizio Pessato, vicepresidente di Swg. “Innanzi tutto – spiega Pessato – nel partito non è detto che entrerebbero tutti i non vaccinati, che non è detto che lo riterrebbero il loro partito, visto che molti di loro non hanno velleità politiche”.

“Inoltre potrebbe essere meno efficace il tema anti-sistema” che caratterizza questo tipo di forze “visto che oggi, con la pandemia, le forme di aggregazione contro il sistema sono meno attraenti, con la gente che comunque cerca rassicurazioni”. Il sondaggista non ritiene possibile fornire numeri, percentuali di preferenze per un eventuale partito no-vax. “Certo – sottolinea – a Trieste, alle ultime comunali una formazione no-vax si è presentata al voto, raccogliendo poco più del 3%, e questo può essere un dato interessante”.

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