Il delirio della filosofa Marzano: «Non ho voluto avere figli perché mio nonno era fascista»

giovedì 9 Dicembre 12:17 - di Francesca De Ambra
Marzano

L’ultima degli “antifascisti su Marte” arriva sotto forma di risposta della filosofa (ahi Ippazia, dove sei?) Michela Marzano a Pietro Senaldi, condirettore di Libero. Lei è l’autrice di Stirpe e vergognalibro appositamente scritto per mondarsi dall’onta di discendere da nonno Arturo, fascistissimo dalla prima all’ultima ora. Uno choc culminato in un blocco psicologico che le avrebbe impedito, così sostiene, di coronare il desiderio della maternità. Una quisquilia di fronte al terrore di un figlio che – chissà – un domani avrebbe pure potuto preferito l’orbace alla flanella. Nell’atroce dubbio, meglio non procreare. Purtroppo per la Marzano, non esiste un’ecografia ideologica che oltre a predire il sesso o eventuali malformazioni fisiche dell’embrione ne riuscisse anche a cogliere la tendenza politica.

La Marzano è l’autrice di Stirpe e vergogna

Sarebbe stato perfetto a soddisfare i suoi pruriti eugenetici. È quel che le ha contestato anche Senaldi. «A nessuno – ha scritto – importa delle tue originiNon solo: avanzi anche un pensiero eugenetico per cui chi ha degli avi cattivi non dovrebbe avere figli». Lo stesso pensiero, per intenderci, che coltivavano i nazisti quando in un primo momento immaginarono di “limitarsi” a sterilizzare gli ebrei. Accostamento troppo forte? Può darsi. Ma che sicuramente ha colto nel segno se come prima reazione la Stampa ha iscritto d’ufficio il giornalista nell’affollato club degli «odiatori» (lo sono tutti quelli che criticano la sinistra) per poi correre in soccorso della propria editorialista.

La polemica con Senaldi

L’intento era quello dell’intervistina riparatrice, «a rilettura», si direbbe nel linguaggio giudiziario. Ma la toppa si è rivelata peggiore del buco. A venirne fuori, le solite astruserie da culturame, spesso incomprensibili ai comuni mortali. Un latinorum di mera convenienza, utile solo a guadagnare punti nella carriera al merito dell’antifascismo. Del resto, per chi si è abbeverato a una cultura abituata a sputare sulla propria bandiera e sulla propria patria, spruzzare un po’ di saliva anche sulla propria famiglia è un gioco da ragazzi. E la Marzano non fa eccezione. Chissà, avesse letto sul fascismo anche qualche libro scritto da veri storici (De Felice, ad esempio), probabilmente il desiderio di maternità le sarebbe rimasto. E forse conserverebbe anche una foto incorniciata del nonno che sorride sopra il colletto della sua camicia nera.

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