Galli: «Anche chi si sente Rambo finisce con un tubo in gola, il virus si comporta come accidenti gli pare»

venerdì 10 Dicembre 11:54 - di Milena Desanctis
Galli

«Anche chi si sente Rambo finisce con un tubo in gola. Anche chi non ha altre malattie. Per i più vari fattori si è più suscettibili all’infezione. Non siamo tutti uguali di fronte alla malattia, questo virus si comporta nelle persone come accidenti gli pare. Anche chi sta bene, veri atleti, li abbiamo visti con un tubo in gola. Vaccinarsi è fondamentale». Così Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, ospite di Agorà su Rai Tre.

Galli: «Gli italiani sono stati molto responsabili»

«C’è una fetta importante di popolazione non vaccinata, abbiamo un vaccino fantastico che non può contenere completamente l’infezione. Gli italiani sono stati molto responsabili, ma cominciamo ad avere una situazione che ha una sua evidente pericolosità e che è in marcia. Con grandi numeri di infezione, finisce con un tubo in gola anche una parte di persone che non hanno comorbosità ma che per vari fattori sono più suscettibili all’infezione», dice Galli.

«Abbiamo visto con un tubo in gola anche atleti»

«Non siamo tutti uguali nella risposta alla malattia: anche chi pensa di essere Rambo deve mettersi in testa che questo virus si comporta come vuole nelle diverse persone, anche in quelle che sembrano stare benissimo. Abbiamo visto con un tubo in gola anche veri e propri atleti», aggiunge.

«Siamo a livello di guardia»

«Uno degli aspetti più gravi è che siamo di nuovo in molte situazioni a livello di guardia per quanto riguarda la disponibilità di ricoveri. Questo rischia di ritardare interventi su tutto il resto: la gente che si è vaccinata per se stessa e per gli altri si troverà ad avere un altro elemento di disagio, per usare un eufemismo», conclude Galli.

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