Francia, sondaggio amaro per Macron: la gollista Pécresse lo batterebbe al ballottaggio

giovedì 9 Dicembre 13:09 - di Niccolò Silvestri
Macron

Vive ore difficili Emmanuel Macron, costretto a fare i conti con uno schema che forse non aveva previsto. E che potrebbe costargli la riconferma all’Eliseo. Finora, infatti, le President aveva ragionato sul ballottaggio contro Marine Le Pen o in alternativa con Èric Zemmour, due candidati che pescano – seppur con diverse sfumature sociali – nel bacino della destra radicale. Chiunque dei due superasse il primo turno, regalerebbe a Macron il ballottaggio ideale. Come infatti accaduto per le presidenziali del 2017, la destra gollista non fa convergere i propri voti su quella cosiddetta estrema. Ma ora i sondaggi più recenti dicono altro, indicando come favorita per l’accesso al secondo turno la gollista Valérie Pécresse.

Su di lei convergerebbero i voti di Le Pen e Zemmour

La presidente della regione Île de France sarebbe infatti al 20 per cento a tre sole lunghezze da Macron e ben davanti a Zemmour e alla Le Pen. Una doccia gelata per l’attuale inquilino dell’Eliseo, il cui entourage ha accolto con un eloquente silenzio l’esito della rilevazione demoscopica. Tanto più se si pensa che la simulazione relativa al ballottaggio dà l’esponente dei Republicains al 52 per cento contro il 48 di Macron. E questo perché, a parti invertite, gli elettori di Zemmour e della Le Pen convergerebbero sulla Pécresse. A rendere ancor più complicata la battaglia del presidente uscente contribuisce anche il mancato radicamento territoriale di En Marche!, la sua creatura politica. Macron l’ha sagomata sul modello Eta Beta, grossa testa su piccoli arti. Ma per lui ora è il momento di camminare, se non di correre. Per farlo occorrono le gambe che non ha.

Macron sarebbe al 48%, la sfidante al 52

Fuor di metafora, è di tutta evidenza che la riconferma all’Eliseo presuppone anche la possibilità di avvalersi su una struttura capillare e ramificata. Se quattro anni fa l’elezione di Macron fu figlia anche della liquefazione dei socialisti e della crisi dei gollisti, oggi la situazione è cambiata. Soprattutto a destra, dove i Republicains – stando almeno al sondaggio – sembrano aver capito che le istanze raccolte dalla Le Pen e ora anche da Zemmour sono tutt’altro che ideologiche. A cominciare dalla necessità di arginare l’immigrazione e la conseguente islamizzazione della Francia. La strada per l’Eliseo, almeno per quel che riguarda gli strati più popolari e la borghesia più minuta, passa anche da qui.

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