Forza Nuova, il legale di Roberto Fiore: «In cella con un positivo, vada ai domiciliari: rischia la vita»

martedì 28 Dicembre 20:21 - di Redazione
roberto fiore

Potrebbe arrivare dal Covid l’occasione per la scarcerazione di Roberto Fiore. Il suo avvocato, Nicola Trisciuoglio, si appresta, infatti, a presentare una nuova istanza dopo che «un detenuto nella cella del carcere di Poggioreale dove è recluso» il leader di Forza Nuova «è risultato positivo al Covid 19». Circostanza che, ha spiegato l’avvocato dando notizia del contagio, «considerate le patologie del presidente di Forza Nuova, già compiutamente certificate nella relazione medica della professoressa Carmela Rescigno e ignorate totalmente dalla Procura e dal Gip del Tribunale di Roma, significa un attentato alla sua vita».

L’avvocato: «Roberto Fiore adesso rischia la morte»

Dunque, l’avvocato Triscuglio ha fatto sapere che «nel superiore interesse della tutela della salute di Roberto Fiore e, quindi, a tutela della sua vita, domani presenterò nuova istanza al Gip per la concessione dei domiciliari». «Adesso il segretario di Forza Nuova rischia la morte», ha aggiunto il difensore, spiegando che il proprio cliente è affetto da «ipertensione arteriosa resistente a terapia farmacologica e obesità». Il legale ha anche chiarito di aver interessato «personalmente il Garante dei Detenuti del Comune di Napoli, Pietro Ioia, e avvertito il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello».

Il legale chiederà i domiciliari

Dunque, «unitamente alla professoressa Carmela Rescigno chiederemo un incontro ad horas con il Direttore Sanitario della struttura carceraria». Triscuglio, infatti, ha chiarito che «in queste condizioni non è monitorabile il paziente all’interno del carcere per le sue gravi patologie su cui va ad incidere l’eventualità concreta del contagio». «Ognuno deve in questo momento assumersi le proprie responsabilità, anche quella di tramutare una misura custodiale massima in una condanna a morte. La permanenza di Fiore all’interno della struttura circondariale di Poggioreale – ha concluso l’avvocato – è un attentato alla vita».

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