Ferrara, musulmano lega la figlia a una sedia in cantina per giorni: «Non devi vivere all’occidentale»

mercoledì 8 Dicembre 10:27 - di Mia Fenice
Ferrara

Ancora violenza. Minacciata di morte, chiusa in cantina e costretta a sposare un cugino.  È la drammatica vicenda di una ragazza diciottenne, di origine marocchina. Lei vuole vivere all’occidentale, lavorare ed essere libera di frequentare chi vuole. Ma la famiglia, di rigida osservanza musulmana, glielo vieta. Come riporta la Repubblica, a porre fine al suo incubo è stata la polizia di Ferrara che ha arrestato il padre 56enne e imposto al fratello di 32 anni il divieto di avvicinarsi a lei. Entrambi secondo l’accusa sarebbero responsabili di maltrattamenti, minaccia grave e sequestro di persona in concorso.

Ferrara, la denuncia della ragazza

Il caso è venuto fuori il 26 novembre quando la giovane ha fermato la polizia di Ferrara per chiedere aiuto. La ragazza aveva infatti lasciato la casa dei genitori e lavorava in un ristorante. Temeva che il padre la riportasse a casa: l’uomo, secondo il suo racconto, si era presentato davanti al locale minacciandola. Secondo la sua testimonianza, i problemi erano nati quando aveva già 14 anni perché voleva vivere all’occidentale ma la famiglia non glielo permetteva.  Nel 2017, ricostruisce il quotidiano, era stata rinchiusa in cantina e legata a una sedia. Nel 2018 era stata portata in Marocco per sposare il cugino di 32 anni, figlio del fratello del padre e la sera stessa era stata costretta dal cugino a consumare un rapporto sessuale.

L’interrogatorio del padre

Poi era tornata in Italia, ma il marito era rimasto in Marocco. Qui i problemi con la famiglia sarebbero continuati per lo stile di vita che la ragazza voleva condurre. Durante la stagione estiva si era stabilita sulla costa romagnola per lavorare. E in autunno si era messa a fare lo stesso lavoro in un ristorante di Ferrara, facendosi ospitare da alcuni amici. Poi la denuncia. Il padre, è stato ascoltato ieri per l’interrogatorio di garanzia e ha negato ogni violenza. In attesa che il giudice interroghi anche il figlio resterà in carcere. La ragazza è protetta e ospite di alcuni amici.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *