Elena Ceaușescu, la moglie del dittatore comunista era una finta scienziata, via le onorificenze

giovedì 23 Dicembre 16:51 - di Giorgia Castelli
Elena Ceausescu

Elena Ceaușescu, moglie del dittatore comunista Nicolae Ceaușescu, durante il regime era stata consacrata come una mente della chimica. Con tanto di PhD e varie onorificenze ottenute all’estero. La propaganda comunista della Romania l’aveva celebrata come una scienziata di fama mondiale, peccato che di chimica Elena Ceaușescu non sapesse assolutamente nulla. Ora, come scrive il Corriere, a 32 anni dalla morte della coppia (fucilati insieme nel Natale 1989), dalla Romania si alzano voci perché siano tolti dai siti ufficiali tutti i riconoscimenti.

Elena Ceaușescu, due scienziati: «Toglietele tutti i riconoscimenti»

A dirigere questa campagna “di rettificazione”, scrive il Guardian, sono stati Chris Isloi, ricercatore a Londra, e Andrei Dumbrava, scienziato dell’Università Alexandru Ioan Cuza di Iashi. I due scienziati vogliono che i titoli onorifici, i premi e il dottorato di ricerca siano revocati. Non solo, chiedono anche che le istituzioni che l’hanno onorata – tra cui la Royal Society of Chemistry del Regno Unito e il Polytechnic of Central London (ora University of Westminster) – ritirino i riconoscimenti. Il suo dottorato, scrive il Guardian, non è mai stato ritirato in Romania, anche se era ampiamente noto che non lo aveva scritto.

Chi era Elena Ceausescu

Come ricorda il Corriere, Elena Ceaușescu era nata nel 1916 in una famiglia di contadini, si era diplomata sul finire degli anni Cinquanta in un istituto tecnico serale e poi era stata assunta all’Istituto nazionale per la ricerca chimica e petrolchimica. «Dunque  – scrive sempre il quotidiano milanese – ne sapeva di chimica? Neppure per sogno: entrata come “operaia non specializzata”, Elena – nata Lenuta Petrescu – ne avrebbe ben presto scalato le gerarchie (fino a diventare la direttrice) grazie all’influenza dell’uomo diventato suo marito: Nicolae Ceausescu, segretario generale del partito a partire dal 1965. Non si poteva dire che Elena mancasse di personalità: autoproclamatasi “intellettuale e scienziata”, era lei a suggerire al marito le politiche nazionali».

Isloi, come riporta sempre il Guardian, spiega che «la sua fama internazionale è stata ottenuta costringendo i chimici rumeni a scrivere articoli, alcuni dei quali sono stati pubblicati su riviste internazionali, nonché un libro che è stato tradotto in inglese».

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