Covid, da Vaia a Gismondo, lo stato d’emergenza non serve più: «Ormai è solo una questione politica…»

sabato 11 Dicembre 18:02 - di Federica Parbuoni
stato emergenza

L’appello ai cittadini è quello a non avere paura, l’appello alla politica a non fare dei vaccini l’unica arma di contrasto alla pandemia. Ad Atreju oggi il dibattito “Punto di domanda. Le risposte che mancano sull’arma della vaccinazione nella guerra al Covid-19” è stato l’occasione per un confronto sereno, ad elevatissimo tasso di competenza sui temi della crisi sanitaria, campagna vaccinale e stato d’emergenza in testa. Vi hanno partecipato Mario Menichella, fisico e divulgatore scientifico, che ha presentato i dati di uno studio matematico sugli effetti avversi dei vaccini; Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani; Massimo Clementi, direttore microbiologia e virologia del San Raffaele di Milano; Maria Rita Gismondo, direttore microbiologia clinica del Sacco di Milano. A fare da padrone di casa, Marcello Gemmato, deputato e responsabile Sanità di FdI, moderatore il giornalista Roberto Inciocchi.

FdI rivendica il diritto di «porsi domande». Anche sui vaccini

«Noi da forza di opposizione ci poniamo delle domande. E lo dico da persona che si è vaccinata convintamente, ma altresì rivendica la libertà della comunità scientifica e della politica di porsi delle domande, per esempio sulla vaccinazione dei bambini», ha spiegato Gemmato, ricordando a più riprese che la posizione del partito parte dai dati scientifici, che FdI sostiene la necessità della vaccinazione ed è assolutamente convinta della necessità al massimo per le fasce a rischio, dai fragili ai più anziani.

I dubbi sulla corsa a vaccinare i bambini sani

Altra cosa il ragionamento sui bambini, sui quali FdI si schiera con chi chiede prudenza, rivendicando di non dover per questo essere additato come no vax. Del resto, anche gli stessi ospiti del dibattito di Atreju, esponenti di primo piano della comunità scientifica italiana – e non solo – e campioni del sostegno alla campagna vaccinale per gli adulti, hanno più volte manifestato le loro perplessità sulla corsa alla vaccinazione di massa degli under 12 sani, chiedendo prudenza e più tempo per studiare i dati. «Tutti i fragili, di qualsiasi età, quindi anche i bambini, invece, si devono vaccinare subito», ha di contro avvertito Gismondo.

Vaia: «Al Bambin Gesù zero bimbi in terapia intensiva»

È stato Vaia, poi, a smontare un argomento molto usato in riferimento ai più piccoli, ovvero il fatto di essere dei diffusori di virus. Un tema che è stato centrale anche nei giorni scorsi, quando da un certo fronte di esperti arrivava il suggerimento, di fatto, a non tenerli troppo vicini durante le prossime festività natalizie. «Mi astengo dal giudizio su chi ha detto questa sciocchezza», ha commentato Vaia, ricordando che «a ieri, al Bambin Gesù, c’erano zero bambini in terapia intensiva Covid».

Il no degli esperti al prolungamento dello stato d’emergenza

Il problema per Vaia non solo di non cadere nel “no vaxismo”, ma anche di non cadere nel “vaxismo”, perché «la mia impressione è che si voglia idologizzare i vaccini, fino a rasentare i fanatismi». Vaia, poi, si è detto contrario al prolungamento dello stato d’emergenza, perché «non ci sono le condizioni». Una analisi condivisa tanto da Clementi, quanto da Gismondi che si domanda «a cosa serve?». Dal punto di vista sanitario, prolungare lo stato d’emergenza, per gli esperti non serve. «Poi se c’è un’emergenza occulta da gestire – ha detto Gismondo – allora non so….».

 

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