Conte si copre di ridicolo dalla Merlino: “Voglio entrare in Parlamento dalla porta principale” (video)

martedì 7 Dicembre 17:14 - di Adriana De Conto
Conte Merlino

“Non mi candido perché voglio entrare in Parlamento dalla porta principale”. E tutti risero. La “scusa” di Giuseppe Conte, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira su La7, reca in sé una comicità intrinseca che lascia attonita la conduttrice.  La motivazione della decisione di non candidarsi alle elezioni suppletive nel collegio Roma 1 è imbarazzante. Tutti sappiamo com sono andate le cose. In ballo c’era un posto alla Camera in sostituzione  Roberto Gualtieri, diventato sindaco di Roma. Il Pd ha offerto la poltrona ghiotta e blindata all’ex premier. Letta gli aveva promesso  sostegno e un bel pacchetto di voti. Ma Conte ha “declinato”, ringraziando Enrico Letta. La scusa è sempre la stessa.

Conte imbarazzante dalla Merlino a “L’Aria che tira”

Conte ha motivato il suo “no, grazie”  sostenendo di aver come priorità quella di ricostruire il Movimento 5 Stelle. E’ la scusa di sempre. Deve essere veramente allo sfascio il Movimento se ha bisogno dell’ex premier come “badante” in ogni snodo importante. Le beffe sono arrivate subito da Matteo Renzi (“mancanza di coraggio”)  e  da Carlo Calenda, disposto a candidarsi contro di lui a passo di carica: il leader di Azione ha infierito alla sua maniera; convinto che l’ex avvocato del popolo  abbia detto di no solo per paura di andare incontro alla prima, drammatica sconfitta elettorale da quando è sceso in politica, nel 2018, da premier “signor nessuno”.

Candidatura “declinata” a Roma, la Merlino: “Sembra un thriller”

La Merlino prova ad incalzarlo: “Letta le ha proposto una candidatura pregiata. Com’è andata? Perché aveva dei dubbi? Sembra un thriller“. “Con Enrico Letta – spiega – abbiamo consuetudine di sentirci, c’è un proficuo e molto franco rapporto. Di questa possibilità ne avevamo già parlato, io ho sempre espresso le mie perplessità. Mi sto dedicando a un impegno politico assorbente, la costruzione di questo nuovo corso”. “Ma lei un mezzo sì lo ha detto?”. “No, ne abbiamo riparlato: Letta mi ha parlato di questa concreta disponibilità. Devo dire la verità, questa volta mi sono preso un supplemento di riflessione perché c’era una suggestione di poter stare in mezzo ai parlamentari, anche se la compattezza è indipendente dalla mia presenza. Ma io la riserva non l’ho mai scelta. Avevo un dubbio politico e uno pratico. Sto realizzando un nuovo corso del Movimento e ho l’ambizione di presentarmi alle elezioni politiche, con un programma complesso e trasparente. Vorrei entrare dalla porta principale. Quindi la ragione pratica, l’impegno assorbente”. Insomma, un discorso ingarbugliato da cui trapela un’indisponibilità al rischio delle urne evidente.

Conte ha inguaiato Letta

Un discorso da “penultimatum”, per tornare all’azzeccate terminologia usata da Grillo per il caso Rai. Insomma, Conte aveva detto a letta un sì, al collegio Roma 1, poi forse, poi no. Il che, oltre ad essere imbarazzante per lui provoca una serie di disastri a catena nel fronte giallorosso. La “sòla” rifilata  a Letta, che secondo i retroscenisti che lo hanno sondato,  sarebbe rimasto molto irritato: “Giuseppe, così mi metti in difficoltà”, è lo sfogo di Enrico riferito dal Corriere della Sera. La Merlino gli rigira il retroscena e Conte mette le manio avanti: “Ricostruzioni fantasiose”. Merlino non si dà per vita:  “Quindi il Pd non c’è rimasto male”, lo stuzzica. “Questo lo dovete chiedere a loro”, risponde buttando la palla in tribuna Giuseppi. Che più parla più fa figuracce.

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