Berlusconi, Tajani a Letta: no a veti. E lo sbugiarda sui politici al Colle: Saragat era leader di partito

giovedì 16 Dicembre 12:48 - di Chiara Volpi
Berlusconi Quirinale

Berlusconi al Quirinale è una possibilità che agita il sonno di Enrico Letta, intento a ridisegnare ogni giorno profilo e caratteristiche del presidente che vorrebbe in formato dem. E così, mentre il segretario del Pd ridisegna l’ennesimo prototipo idoneo «alla scelta della o del presidente che faremo», Antonio Tajani torna a ribadire quanto già detto chiaramente ancora qualche giorno fa. E a mettere i puntini sulle i. Specie se serve a replicare (e correggere) il numero uno del Nazareno, che nelle ultime ore ha ribadito il suo no alla candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale, sentenziando: «Rivedendo i 12 profili dei presidenti della Repubblica viene fuori che non c’è mai stato nessun leader capo politico. Figure più istituzionali piuttosto che capi politici. Se è avvenuto così per 70 anni di storia repubblicana non è un caso». Un’asserzione d’intenti, più che un’annotazione storiografica, a cui Tajani ha sentito il dovere di replicare: e lo ha fatto questa mattina intervenendo a un’iniziativa della Coldiretti.

Berlusconi al Quirinale, Tajani replica netto a Letta: «Non ci devono essere veti»

«Se si elegge un Presidente della Repubblica con un’ampia maggioranza è un fatto importante. Certamente il Centrodestra sarà unito come è sempre stato anche per quanto riguarda la scelta del Capo dello Stato. Poi, se poi mi chiedete un nome, per me il nome più indicato è quello di Silvio Berlusconi». Una attestazione di coerenza e di linearità della condotta politica che oggi Tajani, vedendosi costretto a replicare a Letta – che nelle ultime ore ha proposto Giuliano Amato come nuovo papabile per il Quirinale. E che dichiara di non volere un leader di partito al Colle (pensando a Berlusconi) –. Il vicepresidente e coordinatore unico nazionale di Forza Italia sottolinea dal palco di Coldiretti. Da dove puntualizza netto: «Berlusconi non è candidato. Non c’è nessuna sua candidatura presentata da lui. E se non si candida è una sua scelta. Non ci devono essere veti».

Poi al segretario Pd “smemorato” ricorda: «Saragat fu presidente ed era leader di partito»

Dunque, Tajani mette le cose in chiaro. E nell’inestricabile ginepraio di retroscena e interpretazioni. Rumors e indiscrezioni, l’esponente azzurro spiega anche: «Noi lo sollecitiamo a farlo e lui ci risponde con un sorriso». Ma, aggiunge Tajani a stretto giro e a buon intenditore: «Nella storia della Repubblica va ricordato che Saragat fu presidente ed era leader di partito. Non è vero che quindi un leader di partito non possa essere candidato». Una citazione – e una rilevante sottolineatura – che, tra le righe, (ma neanche troppo) il numero due di Forza Italia rispedisce direttamente al mittente del segretario del Pd. Così sollecito nel richiamare all’ordine su deontologia e procedure della scelta del candidato per il Quirinale.

Berlusconi al Quirinale, la lista dei “quirinabili” che si allunga e si assottiglia

Così la lista dei “quirinabili” che si allunga e si assottiglia a seconda degli input giornalieri. Ora a favore delle immancabili riserve della Repubblica: tipo il Giuliano Amato rilanciato da Letta. O di outsider alla Pierferdinando Casini, che “registi” (alla Renzi, per intenderci: almeno secondo le indiscrezioni di Libero di qualche tempo fa), e sondaggisti vari, mettono ciclicamente al centro di diversi “stop and go”. Senza trascurare gli immancabili Gentiloni e Cartabia. E con l’asso nella manica di Draghi, sempre pronto a essere sfoderato alla bisogna…

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