Violenza sulle donne, i dati del Viminale: crescono del 10% le violazioni dei divieti del Codice rosso

mercoledì 24 Novembre 15:32 - di Redazione

Femminicidi e violenza sulle donne, un fenomeno in aumento che occupa tristemente le cronache quotidiane. Nel periodo del lockdown si è assistito a un’impennata di casi di maltrattamenti e abusi in ambito familiare denunciati. Secondo alcune stime, dal 2012 a oggi sono stati commessi in Italia 1.079 femminicidi. Un dato ritenuto approssimato per difetto.

Domani la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Sono decine e decine gli eventi previsti in tutta Italia per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre. Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Convegni, spettacoli teatrali, laboratori per accendere i riflettori su una problematica complessa. Che va affrontata culturalmente e penalmente. Che si cura con l’istruzione e l’educazione fin dall’infanzia, sottolineano le associazioni a sostegno delle vittime.

Tra le iniziative spicca il memoriale in ricordo di tutte le vittime di violenze proiettato su maxi schermi a Roma e Milano.  Scorreranno i nomi delle vittime. La data della loro morte e il modo in cui sono state uccise. Con citazioni di donne simbolo di lotta e coraggio. La Camera dei deputati, invece, celebrerà la Giornata, con la speciale illuminazione arancione della facciata di Palazzo Montecitorio fino all’una di venerdì 26. “No alla violenza. Il grido delle donne” è il titolo dell’evento promosso dal Senato. Che vedrà insieme nell’Aula di Palazzo Madama le senatrici di tutti i gruppi parlamentari. personaggi della cultura e dello spettacolo e rappresentanti delle associazioni impegnate nel contrasto alla violenza sulle donne.

Dal Viminale il report sul dopo Codice rosso

A poco più di due anni dall’entrata in vigore, il 9 agosto 2019, del cosiddetto Codice rosso,  il Viminale ha diffuso un report, sulla base dei dati raccolti da tutte le Forze di Polizia. Che traccia un bilancio delle problematiche legate al fenomeno. E propone un focus sui dati degli ultimi 10 mesi del 2021, confrontati con l’analogo periodo del 2020. L’analisi unisce al monitoraggio delle nuove fattispecie di reato introdotte dal Codice rosso (tra cui la costrizione al matrimonio e il revenge porn) anche l’indagine di quelli che sono i principali reati spia. Tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere. Come i maltrattamenti in famiglia, lo stalking e la violenza sessuale.

Crescono del 10 % le violazioni dei divieti del Codice rosso

Nello specifico, dal 1 gennaio al 31 ottobre 2021 sono aumentati del 10% le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare. E  dei divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (da 1.584 a 1.740). Dall’entrata in vigore del Codice rosso sono stati 4.234 i casi in tutta Italia. In cima alla classifica negativa la Sicilia (585). Seguita da Lazio (452), Lombardia (398), Piemonte (386) e Campania (340) sono le regioni con il maggior numero di violazioni.Anche le costrizioni o induzioni al matrimonio hanno fatto registrare nel periodo in esame un considerevole aumento (+143%, da 7 a 17). Si tratta di un fenomeno che riguarda nell’86% dei casi donne, di cui il 68% di nazionalità straniera.

In aumento i reati di deformazione dell’aspetto fisico

Crescono anche i reati di deformazione dell’aspetto fisico della vittima. Con lesioni permanenti al viso (+35%, da 46 a 62). In totale dall’entrata in vigore della legge sono stati 143 i delitti commessi. Le vittime donne sono il 22%, gli autori sono nel 92% dei casi di sesso maschile. Incremento rilevante anchw dei casi di “revenge porn” (+45%). Le vittime di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti,  2.329 reati denunciati, sono nel 73% dei casi donne, italiane (87%), maggiorenni (82%). Un ulteriore focus del report della Criminalpol è dedicato ai provvedimenti di tutela delle vittime di violenza. Gli ammonimenti del questore per stalking e per violenza domestica (+18% rispetto al 2020) e gli allontanamenti dalla casa familiare (-4% rispetto al 2020).

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