Landini, gaffe sui femminicidi: la colpa è della proprietà privata. E si riaffaccia il marxista che è in lui…

20 Ott 2021 9:04 - di Adele Sirocchi
Landini

Maurizio Landini è sempre stato un po’ sconnesso nei suoi ragionamenti. La retorica, nel senso ciceroniano del termine, non è mai stata il suo forte. Ma la gaffe involuta che gli è sfuggita al comizio di piazza San Giovanni contro “i fascismi” ha fatto inviperire le donne. E il segretario Cgil è finito su Twitter in un legittimo tormentone di critiche.

La frase di Landini sulla violenza contro le donne

Cosa ha detto Landini? Ecco la sua frase: «Dobbiamo fare un salto culturale. In particolare noi uomini, perché questo è il Paese delle differenze che aumentano tra uomini e donne, ma questo è il Paese in cui anche durante la pandemia, sono aumentate le violenze contro le donne, e la vogliamo dire in italiano, senza girarci intorno: la violenza contro le donne la fanno gli uomini, e se ci pensate qui c’è un punto fondamentale. Quando un uomo arriva a fare una violenza contro una donna, nella sua testa malata, ha l’idea di essere lui proprietario della vita di un’altra persona. Provate a pensare che danni può creare l’idea della proprietà privata: le persone non sono proprietà di nessuno».

Landini ritira fuori il veteromarxismo

Dunque la causa dei femminicidi è l’idea della proprietà privata? Un salto logico davvero esilarante, quasi comico se non si trattasse di due temi – la violenza contro le donne e la proprietà privata – che sono serissimi. Il primo è una vera e propria emergenza e richiede un approccio meno disinvolto. La seconda è garantita dalla Costituzione.

Ma Landini appena può rispolvera il suo marxismo ortodosso. Lo fa notare Francesco Specchia su Libero: “Quello di Landini è un automatismo. Non è colpa sua, è il vecchio istinto da falce e martello. Sin da quando era apprendista saldatore, appena sente, legge o vede “proprietà privata” – dai libri di Adam Smith ai cartelli attaccati ai cancelli sotto i divieti di sosta- Landini va quasi in trance, si irrigidisce e gli torna su tutto Marx: la proprietà privata è un furto, la sua abolizione è l’essenza del comunismo…”.

 

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