Giorgia Meloni alla presentazione del libro di Baldoni sulla Giovane Italia. Segui la diretta

giovedì 25 Novembre 18:35 - di Redazione
Fondazione An

Il volume storico di Adalberto Baldoni I ragazzi del ciclostile- La Giovane Italia, un movimento studentesco contro il sistema” (Eclettica Edizioni) verrà presentato questo pomeriggio alle 17, 30 nella sala convegni della Fondazione An in via della Scrofa a Roma. Un volume che colma una lacuna: si tratta della  storia della più importante organizzazione giovanile di studenti del secondo dopoguerra. Un altro fondamentale tassello che si aggiunge alla cospicua produzione saggistica sulla storia della Destra dello storico e giornalista, “intellettuale d’azione” come Giorgia Meloni definisce Baldoni nella bella introduzione al volume. Un libro fortemente voluto dal coautore, Alessandro Amorese, editore, saggista, studioso dei movimenti giovanili, Direttore di StoriaRivista”.

Presentazione del volume di Baldoni e Amorese

E ci sarà naturalmente proprio Giorgia Meloni. La leader di FdI interverrà nel corso della presentazione. Il capitolo di storia raccontato dall’autore è frutto di anni di ricerca sui tanti giovani che guardarono a destra per trovare la loro casa ideale, umana e politica. Era il 1970, ma il messaggio è valido ieri come oggi. E’ un passaggio di consegne, per così dire, con i giovani di oggi, come la presidente di FdI, nata politicamente in una formazione giovanile di partito, fa notare nella sua bella introduzione. Interverranno il senatore Giuseppe Valentino, presidente della Fondazione An, gian Marco Chiocci, direttore dell’Adnkrono, Domenico Gramazio,  Nazzareno Mollicone. Nel corso della presentazione verrà consegnato a Giorgia Meloni un documento contro la viiolenza sulle donne da parte del Comitato 7 marzo, presieduto da Sabrina Valletta.

“I ragazzi del ciclostile”: un passaggio di consegne

“Appartengo, forse, all’ultima generazione cresciuta in un’organizzazione giovanile di partito”, scrive Giorgia Meloni nell’introduzione. “Sentivo nei volantini che distribuivo, nelle canzoni che cantavo, la possibilità di legarmi ad altre generazioni. Io, piccolo anello di una catena lunga, resistente e tormentata. Ebbene, i primi anelli di quella catena sono raccontati in questo libro”. Un filo conduttore che non si spegne. Ecco allora la necessità di un libro come questo, scritto affinché il ricordo e la storia politica di questi “ragazzi del ciclostile” non si affievolisca e ci sproni ad “aggredire” il presente, ad “osare”, a incrinare il muro di conformismo che si tenta di costruire. Ieri come oggi.

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