Renzi ci prova col “laboratorio Sicilia”: candida Faraone a Palermo e strizza l’occhio a Forza Italia

lunedì 22 Novembre 11:24 - di Natalia Delfino
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Il voto per le Comunali a Palermo e quello per le Regionali in Sicilia. La macchina elettorale si mette in moto in vista dei due appuntamenti del 2022, con un occhio alla scena nazionale, per la quale l’Isola ha spesso rappresentato un laboratorio. Così la candidatura a sindaco di Davide Faraone, avanzata da Matteo Renzi in chiusura della Leopolda, e la ricandidatura di Nello Musumeci in Regione, annunciata da lui stesso in chiusura della kermesse di Diventerà Bellissima, offrono spunto a retroscena e ipotesi sullo scenario che potrebbe andarsi a delineare. Sullo sfondo resta quell’idea di “grande centro” cara a Renzi e osservata speciale per i contatti con gli ambienti forzisti siciliani, incarnati da Gianfranco Miccichè.

Renzi lancia la candidatura di Faraone a Palermo

«Caro Davide, Palermo ha bisogno di te e noi siamo convinti che la tua candidatura non sarà figlia di qualche accordicchio con qualche forza politica, ma sarà una candidatura che parla alla città», ha detto Renzi, lanciando la candidatura del suo capogruppo al Senato. «Noi a Palermo – ha aggiunto – non staremo con Miccichè, ma con Faraone che è una cosa diversa. Poi Miccichè o Provenzano (indicato come possibile candidato del Pd, ndr) facciano quel che credono». Dunque, Renzi lascia il campo aperto a ogni possibilità.

Musumeci si ricandidata in Regione

L’autocandidatura di Italia Viva a Palermo si intreccia con quello che succede sulla scena regionale, dove Musumeci ha annunciato la sua ricandidatura, mentre i ragionamenti interni alla coalizione ancora non sono conclusi. «Musumeci è candidato e sta preparando le liste», ha detto il governatore chiudendo la due giorni del suo partito a Catania. «Non è una novità, non è una notizia. Per me – ha sottolineato – il tema non esiste. Sono convinto che il centrodestra rimarrà unito». «Vorrò vincere per me e per i partiti della mia coalizione», ha poi aggiunto, suscitando però una reazione non esattamente entusiasta da parte di Miccichè.

Miccichè: «Il candidato sarà scelto dalla coalizione»

«A un anno dalle elezioni ancora attraverso la stampa riceviamo informazioni sulle future scelte del presidente Musumeci», ha detto il coordinatore di Forza Italia e presidente dell’Ars, sottolineando che «quattro anni fa la sua fuga in avanti fu accettata da un centrodestra che non fu facile rimettere insieme». «Oggi insisto nel dire che il candidato sarà scelto dalla coalizione», ha aggiunto Miccichè, per il quale quello di Musumeci è un nome in campo, ma «il suo modo di fare lo allontana sempre più dall’obiettivo».

Per FdI la priorità è la compattezza del centrodestra

Un paio di giorni fa da Palermo, dove stava presentando il suo libro, anche Giorgia Meloni aveva affrontato il tema della candidatura per le Regionali. Pur riconoscendo che il governatore uscente «ha tutto il diritto di riproporre la sua candidatura», la leader di FdI aveva precisato di non avere intenzione di fare «fughe in avanti». «Penso che la coalizione si debba muovere compatta e non voglio dare alibi per eventuali divisioni in un momento in cui ho come priorità dimostrare la compattezza del centrodestra», aveva aggiunto, mettendo a disposizione per Palermo la candidatura della deputata palermitana di FdI, Carolina Varchi, auspicando la convergenza di tutta la coalizione sul suo nome e chiarendo comunque che il partito è sempre disponibile alle primarie.

 

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