Opa Kkr su Tim, il centrodestra avverte il governo: «Il Parlamento deve essere coinvolto»

lunedì 22 Novembre 13:34 - di Agnese Russo
tim kkr

Il Parlamento deve essere coinvolto nella questione Tim. A chiederlo, dopo la manifestazione d’interesse del fondo americano Kkr per il 100% del gruppo, sono tanto FdI quanto Forza Italia, mentre dalla Lega Matteo Salvini avverte: «Il tema del cambio dei vertici non è più rinviabile».

Tim «prende atto» dell’offerta del fondo americano Kkr

Ieri il Cda di Tim si è riunito in seduta straordinaria per valutare la manifestazione d’interesse del fondo Usa. Il consiglio d’amministrazione, sotto la presidenza di Salvatore Rossi, «ha preso atto – ha riferito un comunicato – dell’intenzione di Kohlberg Kravis Roberts Co. (Kkr) attualmente “non vincolante e indicativa” di effettuare una possibile operazione sulle azioni di Tim attraverso un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni ordinarie e di risparmio della società, volta al delisting». «Kkr ha qualificato la manifestazione d’interesse come “amichevole” e aspira ad ottenere il gradimento degli amministratori della società e il supporto del management», ha riferito ancora Tim, chiarendo che l’offerta «è, allo stato, condizionata tra l’altro allo svolgimento di una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane, nonché al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti (key government stakeholders – la società è soggetta ai poteri speciali, cosiddetto Golden Power, dell’Autorità di Governo)».

Il caso all’attenzione del Copasir

In quanto asset strategico per la sicurezza nazionale, Tim è soggetta alla possibilità del Golden Power, che consente al governo «la facoltà di dettare specifiche condizioni all’acquisito di partecipazioni, di porre il veto all’adozione di determinate delibere societarie e di opporsi all’acquisto di partecipazioni». Considerata, però, la portata della partita più voci, specie nel centrodestra, hanno rilevato come la vicenda non si possa esaurire nel solo governo, mentre il presidente del Copasir, Adolfo Urso, ha chiarito che «non intervengo mai su quello che riguarda le azioni in atto, sui cui il Comitato ovviamente rispetto a quanto prevede la legge farà le sue valutazioni e poi se vuole si esprimerà come Comitato».

Mollicone: «Il Parlamento sia centrale»

«Il governo Draghi garantisca la massima attenzione alla tutela degli interessi nazionali nel settore delle telecomunicazioni. Tim è un’azienda strategica per la Nazione e come tutti i “gioielli” industriali si deve tutelare dall’acquisto di società straniere. Il Parlamento sia centrale nell’applicazione delle norme sul Golden power: il governo riferisca in Parlamento», ha detto il responsabile Innovazione di FdI, Federico Mollicone.

Gasparri: «Il mercato è mercato, ma serve massima cautela»

Anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha sottolineato che «nel pieno rispetto delle regole di mercato, non si può trascurare il fatto che all’interno di Tim c’è la rete di telecomunicazione strategica per il Paese». «La rilevanza della rete impone al governo una grande attenzione a questa vicenda. Il mercato è il mercato e va rispettato, ma strutture fondamentali per il futuro del Paese, soprattutto in una fase di transizione tecnologica accelerata dalla drammatica vicenda della pandemia, impongono una massima cautela. Su questo tema – ha detto Gasparri – ci si dovrà confrontare non solo nell’ambito del governo, ma anche nell’ambito parlamentare».

Salvini: «Il cambio ai vertici non è più rinviabile»

Per Matteo Salvini «a Tim, e quindi all’Italia, servono un partner e un piano industriale che valorizzino e rafforzino l’azienda, non un’operazione finanziaria che rischia di portare ad uno spezzatino di una realtà così importante per il Paese». «Inoltre – ha aggiunto il segretario della Lega – visti i non brillanti risultati degli ultimi mesi, il cambio ai vertici auspicato da più parti pare tema non più rinviabile».

 

 

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