No Green Pass, Puzzer allestisce un banchetto a Roma, gli attivisti a Trieste sfidano i divieti: sabato nuovo corteo

martedì 2 Novembre 18:29 - di Prisca Righetti
Trieste

Mentre le amministrazioni locali impongono il giro di vite sulle manifestazioni di Trieste, Stefano Puzzer, il portuale triestino che guida il movimento No Green Pass si sposta nella capitale e allestisce lì il nuovo presidio della protesta. Un’azione annunciata da giorni, ma avvolta nel mistero, che ha preso corpo questa mattina, con l’aggiornamento dello stesso esponente anti-carta verde nel corso di una diretta Facebook.

No Green Pass, la protesta di Trieste arriva a Roma: il presidio di Puzzer in piazza del Popolo

Un video in cui Puzzer ha fatto sapere: «Sono in piazza del Popolo a Roma e adesso mi metterò su questo tavolino dove aspetterò che venga a parlarci qualcuno. Spero che verranno visto che nessuno ci ha risposto. Io sono qui, mi metto su questa panchina e fino a quando non verrà qualcuno a risponderci rimarrò qua». Nel video, oltre al tavolino sistemato in piazza del Popolo vicino a una panchina, appare una scenografia criptica, con quattro sedie. Ognuna delle quali reca una scritta: si va da “Mario Draghi” a “Russia”, fino a “Usa” e “Comunità europea”. Sul tavolino, invece, svetta un cartello con su scritto “Papa”…

Gli attivisti no green pass sfidano le autorità locali: indetto per sabato un nuovo corteo

Intanto, mentre Puzzer presidia un angolo della piazza capitolina, divenuto il suo campo base della protesta triestina No Green Pass, dal Piccolo di Trieste si apprende che gli indomati manifestanti contro l’obbligo della certificazione vaccinale hanno indetto un altro corteo per sabato. Un’iniziativa che va contro le disposizioni e i divieti decretati dalle autorità locali del Fvg. Una ennesima sfida ai provvedimenti e alla minaccia sanitaria che il Coordinamento No Green Pass Trieste – che chiama all’appello i manifestanti sulla base di un manifesto che dice “No Green Pass-No obbligo vaccinale-No ricatti sul lavoro” – lancia ancora una volta. In un comunicato diffuso anche dal gruppo Telegram. Una manovra a tenaglia, quella dei No Green Pass, che dagli attivisti di Trieste, con Puzzer arriva fino a Roma.

Trieste, giro di vite sulle manifestazioni: vietate fino a fine anno

Intanto, le autorità locali di Trieste optano per il giro di vite. L’inquietante rialzo dei contagi e le numerose manifestazioni svolte in spregio di misure di distanziamento e mascherine, hanno indotto Comune, Regione e Prefetto a decretare il divieto di manifestare in piazza Unità d’Italia fino al 31 dicembre. Non solo. Il prefetto Valerio Valenti, nel corso di una conferenza stampa con il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, e il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, hanno anche annunciato sanzioni per chi viola il divieto di assembramento. Oltre che l’obbligo di indossare un dispositivo di protezione individuale. Limiti che il sindaco di Trieste ha esortato a rispettare nella città maggiormente si è esposta con cortei e presidi contro l’obbligo di Green pass, ribadendo a stretto giro dalle parole del prefetto: «Chi violerà questo divieto sarà punito con ammende molto importanti».

Pena, annuncia il prefetto, “ammende importanti”

Green pass: prefetto Trieste, ‘per manifestazioni mascherine e distanze o sanzioni gravose’
Dunque, con l’impennata dei contagi, correlata alle manifestazioni di protesta, c’è il rischio che la città torni alla zona gialla. Sindaco e prefetto corrono ai ripari. E vietano fino al 31 dicembre 2021 cortei e raduni a Trieste e sanzioni per chi manifesta senza rispettare l’obbligo del distanziamento e della mascherina. Perché «occorre contemperare il diritto a manifestare con il diritto a salute», ha spiegato il prefetto. «Entrambi garantiti dalla Costituzione», ha quindi proseguito, aggiungendo anche: «Ma, almeno per me, prevale il diritto alla salute. Che è un bene primario. E per questo, ci si accinge a individuare forme attraverso cui comprimere e condizionare il diritto a manifestare».

Regione, Comune, Prefetto: anche la salute è un diritto da tutelare

«Un’operazione difficile», ha detto Valente, perché «non si tratta di scegliere tra manifestazioni in forma in statica o dinamica», visto che «il rischio contagio è assolutamente lo stesso». Ma di «adottare provvedimenti che anticipino, con riferimento a cortei e sit in, misure come l’obbligo di distanziamento e mascherina. In queste ore – ha quindi aggiunto il prefetto – stiamo ragionando per individuare attraverso un’ordinanza sindacale a carico degli organizzatori sanzioni gravose in caso di manifestazioni senza mascherina». Del resto, al di là delle polemiche e delle recriminazioni, i dati dei contagi parlano chiaro anche oggi. «A Trieste in particolare – ha rilevato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi – il dato dei contagi continua a rivelarsi alto. Con ben 141 sul totale dei 160 nuovi positivi». Dati che, commenta l’esperto, «purtroppo confermano le nostre previsioni di giorni fa»…

Trieste, Gelmini: i numeri sono impietosi. È il momento della prudenza e della responsabilità

Dati che ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, ha a sua volta letto e commentato duramente in una nota in cui leggiamo: «I numeri sono impietosi. E fotografano le conseguenze dell’irresponsabilità. A Trieste siamo ad una incidenza di quasi 300 casi di Covid19 ogni 100mila abitanti, a fronte di una media nazionale che in questo momento è sotto quota 50. La libertà di manifestare non può trasformarsi in un liberi tutti per il virus. La salute dei friulani in questo momento è il primo bene da tutelare. E bene fanno prefetto, sindaco e presidente di Regione a vietare forme incontrollate di manifestazioni sedicenti spontanee. È il momento della prudenza e della responsabilità. Parlare di compressione della libertà è surreale – conclude la nota della Gelmini –. A meno che non si sia dimenticato quello che abbiamo passato con il lockdown e non si aneli tornarci».

 

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