Meloni: «Dopo il Quirinale cambia tutto. Draghi o non Draghi, si dovrà andare al voto» (video)

martedì 23 Novembre 21:12 - di Federica Parbuoni
meloni quirinale

Comunque vada, dopo l’elezione del presidente della Repubblica «cambia tutto». A esserne convinta è Giorgia Meloni, che ha spiegato: «Noi chiediamo le elezioni anche se Draghi non va al Quirinale». Presentando il suo libro Io sono Giorgia a Mestre la leader di FdI ha voluto chiarire che la battaglia per restituire la parola ai cittadini non si esaurisce nel solo scenario di un passaggio del premier da Palazzo Chigi al Quirinale. Anche perché «se Mattarella non c’è più anche Draghi va messo in discussione», poiché, ha ricordato Meloni, Draghi è stato voluto da Mattarella.

Meloni: «Dopo il Quirinale cambia tutto»

«Non penso che loro schioderanno facilmente», ha aggiunto la leader di FdI, riferendosi alla sinistra. Ma «comunque tutto cambierà», ha ribadito Meloni che, rispondendo a una domanda del vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo che l’intervistava, ha ribadito che il centrodestra sta insieme «per scelta, per compatibilità», mentre dall’altra parte stanno insieme «per interesse». Sull’unità della coalizione, ha ammesso Meloni, «c’è da lavorarci e lavorarci da subito». «Non nascondo che alcune dichiarazioni, per esempio sul reddito di cittadinanza, mi hanno lasciata perplessa, ma sui grandi temi, sulle grandi scelte di visione come famiglia, tasse, sostegno alle imprese, noi la pensiamo alla stessa maniera».

Per FdI c’è il centrodestra, non esiste un «piano B»

«Io posso garantire che FdI lavora per la compattezza del centrodestra, anche perché noi non abbiamo un piano B per le alleanze. Noi al governo o ci andiamo con il centrodestra o non ci andiamo», ha aggiunto Meloni, rivendicando il valore della sua classe dirigente e i risultati che ha portato, insieme alla battaglie nazionali di concretezza del partito, in realtà produttive come quelle del Nord Italia. «Abbiamo lavorato su materie molto concrete. Imprenditori, lavoratori, professionisti sanno di poter contare su di noi», ha spiegato Meloni, rivendicando di guidare l’unico partito che non ha mai votato né per istituire né per difendere il reddito di cittadinanza.

«La sinistra non ha più identità: fa la guardia bianca dei poteri forti»

Tra i temi toccati dalla leader di FdI nel corso della lunga presentazione-intervista anche quello dell’immigrazione. «Continuo a ritenere – ha detto – che ho fatto l’unica proposta sensata» per fronteggiare l’emergenza migranti, ovvero chiedere il «blocco navale». Ma «la sinistra non lo vuole fare», perché «non avendo più un’identità gli è rimasto solo questo tema qui insieme al ddl Zan». «La sinistra non ha più un’identità, fa la guardia bianca dei poteri forti», ha proseguito Meloni, aggiungendo che alla fine, in qualche modo, questa sinistra la deve ringraziare perché «mi ha convinto a fare tante cose».

«Ho deciso di scrivere questo libro per dare uno strumento a tutti, anche a chi mi vuole criticare, per dire che non c’è nulla di cui io mi debba vergognare e nemmeno FdI e la destra italiana. Loro raccontano un mondo, se lo costruiscono e poi lo commentano. La destra si deve odiare. Mi dite una cosa che ho detto e istiga odio? Non c’è, ma – ha concluso Meloni la destra si deve odiare».

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