Ma quale “sovranismo Ue”: il Trattato del Quirinale è una zampata di nazionalismo old style

sabato 27 Novembre 15:14 - di Lando Chiarini
Trattato

Non c’è solo l’opaco iter che ne ha preceduto la firma a conferire un tocco di occulto al Trattato del Quirinale tra Italia e Francia. C’è anche il mistero della sua lettura politica, almeno per come lo ha confezionato la retorica ufficiale: una vittoria del sovranismo Ue su quello nazionalista. Sarà certamente un nostro limite, ma confessiamo apertamente di non riuscire ad afferrare questa interpretazione così poco realistica e così funzionale, in compenso, alle polemiche di casa nostra. E che proprio per questo rischia di rivelarsi fuorviante e fallace.

“Cooperazione rafforzata” tra Italia e Francia

È una questione di logica. Chi sostiene tale (bislacca) tesi dovrebbe anche spiegare l’arcano in base al quale un patto di “cooperazione rafforzata” tra due nazioni finirebbe per arrecare benefici all’intera Ue. Sì, certo il Trattato non omette né dimentica mai il riferimento all’Unione, ma è il minimo sindacale. È forma e non sostanza. La polpa, infatti, sta altrove. E asseconda, sul versante francese, l’ambizione a far valere il proprio rango di potenza nucleare nella Ue orba della Gran Bretagna, nonché di membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e, su quello italiano, la necessità di recuperare profondità difensiva nel Mediterraneo e nei Balcani dopo che la stessa Francia ci ha cacciati dalla Libia e ora che la Turchia è sul punto di farlo in Albania.

Zero benefici per la Ue dal Trattato tra Roma e Parigi

È appena il caso di ricordare che la prima è stata una nostra colonia mentre la seconda fu addirittura unita al Regno d’Italia. Entrambe rientravano perciò nella sfera d’influenza italiana. Ora non più. Si tratta, come si vede, di questioni che riguardano le esigenze e le ambizioni di due nazioni (seppur non simmetricamente) sovrane. La Francia vuole stendere il proprio mantello egemonico sull’Europa tentando di far coincidere quanto più possibile il proprio interesse con quello della Ue. Dal canto suo, l’Italia tenta di recuperare ruolo geopolitico pur consapevole di essere solo parte, sebbene non secondaria, della strategia d’Oltralpe. Che cosa c’entri in tutto questo il resto d’Europa e quali vantaggi ne possano trarre gli altri Stati membri è solo l’ennesimo e poco glorioso mistero dell’informazione italiana. Piaccia o meno, il Trattato del Quirinale è un colpo di coda del nazionalismo old style.

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