La scuola si prepara all’obbligo vaccinale: c’è chi pensa a «studenti e pensionati per coprire i buchi»

sabato 27 Novembre 10:59 - di Gigliola Bardi
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Scuole in allerta per gli effetti sul personale docente e Ata del Super Green Pass e delle nuove restrizioni introdotte dal governo. Dal 15 dicembre, infatti, per dirigenti, insegnanti e personale non docente della scuola scatterà l’obbligo vaccinale e c’è chi lancia l’allarme sul rischio che gli istituti si trovino scoperti, specie nei territori in cui il tasso di vaccinazione nella categoria è più basso. Così, in attesa del D-day in cui saranno ammessi solo vaccinati e guariti, c’è chi si attrezza cercando soluzioni, come l’Alto Adige, dove il problema riguarda in particolare le scuole di lingua tedesca e l’assessore competente, Philipp Achammer, pensa a chiamare «studenti e pensionati» per coprire la probabile difficoltà a trovare supplenti.

La Gilda: «L’obbligo per i soli docenti è una foglia di fico»

Il tema dell’obbligo vaccinale a scuola, però, esiste a livello nazionale, tanto che la Gilda, uno dei sindacati più rappresentativi del corpo docente, ha lanciato l’allarme. «Noi da sempre siamo a favore dei vaccini, ma non possiamo tacere che l’obbligo deciso dal governo nei confronti del personale scolastico sia discriminatorio nel confronto con altre categorie lavorative, sia pubbliche che private», ha detto il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio. «In questa maniera – ha aggiunto Di Meglio – il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all’esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico». «Viene solo tolta la libertà di scelta: l’obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno», ha concluso Di Meglio.

Il caso Trentino Alto Adige: tenuta delle scuole a rischio

Per quanto riguarda casi come quello del Trentino Alto Adige è, poi, La Verità a proporre un focus. Secondo quanto riportato, il problema riguarderebbe soprattutto la scuola tedesca, «dove è concentrato il più alto numero di non vaccinati». «Si stima che siano 4.000 su un totale di 19.143 dipendenti provinciali e statali», si legge nell’articolo intitolato «Con l’obbligo di vaccino è caos prof. A rischio anche i docenti di sostegno», che riferisce, tra l’altro, di una ventina di dimissioni dal servizio tra insegnanti e personale Ata, di 58 sospensioni per mancanza di Green pass e di una percentuale di non vaccinati nella scuola altoatesina pari al 35% del personale.

L’ipotesi di chiamare in servizio «pensionati e studenti»

L’assessore provinciale all’Istruzione e cultura tedesca, Philipp Achammer, ha dunque chiarito di pensare a «pensionati e studenti per coprire i buchi». «Trovare supplenti sarà davvero dura», ha aggiunto, sottolineando che «noi proveremo di tutto per non far soffrire i bambini e gli studenti, ma temiamo riduzioni di orario scolastico o di Dad e allora utilizzeremo studenti universitari, futuri insegnanti, ma anche ex professori da poco pensionati che hanno voglia di darci una mano».

L’allarme sul personale di sostegno per i ragazzi disabili

È poi dalla Lombardia che arriva l’allarme sugli insegnanti e sul personale di sostegno per i ragazzi con disabilità e situazioni critiche. A lanciarlo è stato il Movimento genitori Lombardia, al quale afferiscono più di 400 famiglie con figli disabili, per lo più autistici, con gravi intolleranze alimentari e malattie croniche rare. Il rischio, avvertono, è che l’obbligo vaccinale lasci scoperte posizioni essenziali per questi ragazzi e bambini.

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