Scuola, sindacati in rivolta contro il governo: «Ora basta, chiediamo risorse e riceviamo “tavoli”»

martedì 23 Novembre 17:43 - di Redazione

Sindacati della scuola sul piede di guerra contro il governo. “A distanza di settimane, nessuna apertura.  Nessuna mediazione. Nessun passo in avanti da parte dell’Amministrazione. Per cercare di dare risposte al personale della scuola. Rimasto senza atto negoziale per il rinnovo del contratto. E senza risorse per aumenti a tre cifre come promesso dallo stesso ministro”. Così in una nota le segreterie di Flc Cgil, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams “ai quali non è stata data risposta ‘politica’ ma ‘tecnica’.

Scuola, i sindacati si mobilitano: vogliamo segnali concreti

I sindacati pretendono fatti. “Chiediamo ‘risorse’ e riceviamo ‘tavoli’. Servono segnali concreti non aperture di dialogo – hanno commentato i segretari – perché il dialogo con il ministro è sempre stato franco e aperto. E non è mai stato interrotto. Ma ora servono misure che diano valore alla scuola. E dignità professionale al personale”. Al primo posto nelle richieste dei quattro sindacati scuola pronti alla mobilitazione il rinnovo contrattuale. “Nessun tavolo negoziale è stato avviato. Né risorse adeguate sono state inserite nella Legge Finanziaria all’esame del Parlamento. La richiesta – dicono i sindacati –  è di un adeguato riconoscimento del lavoro delle persone che andranno a rendere concretamente praticabili quelle misure” . Un rinnovo contrattale dignitoso. In linea con i rinnovi che si vanno delineando per la Pubblica amministrazione. Il divario stimato è di circa 350 euro tra scuola e settori dell’amministrazione con requisiti equivalenti”.

Il quadro delle risorse stanziate è desolante

“Se guardiamo a quello che sarà l’impatto delle risorse stanziate  il quadro è desolante. 87 euro di aumento previsto a cui si potranno aggiungere 12 euro. E non per tutti, finalizzati sulla base della ‘’dedizione’. Finalizzazione basata su una norma che allude ad un criterio sorprendente, quanto inedito,  quello della dedizione. Deciso in Legge di Bilancio. Un’incursione legislativa su materie che sono di stretta competenza negoziale”.

L’organico covid per l’emergenza sanitaria

Altro tema al centro della mobilitazione l’organico Covid. “Il personale di emergenza utilizzato in pandemia. Per garantire le misure di sicurezza nelle scuola e per sdoppiare le classi troppo numerose. Per questo organico sono previste risorse solo per il personale docente, non per il personale Ata”.  “Un tema così sensibile – evidenziano i sindacati di categoria – che con il perdurare della situazione di emergenza sanitaria, appare non più rinviabile. Che doveva portare a una riduzione di alunni per classe, non solo nei grandi centri urbani ma su tutto il territorio nazionale avviene a organico invariato, con una distribuzione interna”.

Il Patto per la Scuola è rimasto lettera morta

E ancora  “le misure legate a situazioni professionali come quella dei dirigenti amministrativi facenti funzione. O attinenti al lavoro del personale come il blocco della mobilità per legge, invece che regolato per contratto. Sono due esempi di misure che possono essere prese a costo zero”, Infine, Il tema legato al “personale precario. “Un obiettivo – denunciano le sigle sindacali – sul quale nessun confronto è stato aperto. Il Patto per la Scuola sottoscritto ad aprile contiene misure che vanno in tale direzione ma a questo Patto non è mai stato dato seguito“.

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